Il presidio
Cda ateneo, sulla nomina degli esterni c’è il rebus del dopo-Augello
Mugugni sulla scelta dei componenti "privati": in corsa gli uscenti e due ricercatrici del Cnr. E c'è chi chiede al rettore Augello "un segnale di discontinuità"
PISA. «Quella rosa è una forzatura. Il Senato offre ad Augello un’occasione per mettere il suo sigillo sul mandato del futuro rettore, da cui ci si aspetterebbe un segnale di discontinuità», dice un docente di Lettere. «No, non è così - ribatte un decano di Medicina - sono nomi di altissimo profilo, e il rettore saprà scegliere con oculatezza». Il rettore Massimo Augello non comunicherà domani, mercoledì 14 ottobre, al Consiglio di amministrazione i nomi dei prescelti, lo farà entro fine mese.
Quel che è certo è che sulla nomina dei nuovi membri esterni della “camera” dell’università di Pisa si sta consumando uno scontro fra correnti di pensiero opposte. Nel mirino sono finite soprattutto le ri-candidature di Umberto Bertini e Alfredo Cariello, scelti per il Cda di ateneo proprio da Augello tre anni fa quando alle università italiane venne chiesto di adeguarsi alla riforma Gelmini. La contestatissima legge prevede e permette che ai vertici della governance di una istruzione pubblica come l’università possano sedere i privati. Per preservare margini di autonomia, non pochi atenei hanno deciso - in opposizione a quanto specificato dalla legge - che la selezione avvenisse attraverso il voto degli organi (Senato e Cda). Pisa ha optato per una via di mezzo: è il rettore ad operare la nomina, ma dopo aver ricevuto dal Senato una rosa di candidati frutto di una selezione delle domande.
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E fra le domande sono giunte anche quelle di due uscenti: Bertini, docente emerito di Economia, e quella di Cariello, commercialista e già presidente del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Pisa e ad della Cassa di Risparmio di Pisa Lucca e Livorno fino al 2011, e dal 2014 segretario del cda della Cassa di Risparmio di San Miniato e della Abiogen Pharma di Ospedaletto. Per entrambi si tratterebbe di una riconferma. A sfidarli ci sono due donne e due uomini.
Le sfidanti in rosa sono Fosca Giannotti e Stefania Gnesi, entrambe ricercatrici del Cnr; la prima specializzata in data mining e big data, la seconda un’informatica esperta di software complessi. Far entrare una delle due potrebbe siglare una “pax” fra due istituzioni da sempre in guerra, soprattutto in tema di Valutazione della qualità della ricerca. In corsa anche un privato molto pubblico: Fabrizio Vecchi, ingegnere con dottorato guadagnato al Sant’Anna ma manager della Sogefarm, la società del Comune di Cascina che gestisce le quattro farmacie comunali. Poi una candidatura “estemporanea”, quella di Vito Ferro, professore di agronomia a Palermo.
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