Il Tirreno

Pisa

inchiesta antimafia

Bulgarella, contro di me soltanto accuse infondate

Andrea Bulgarella
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Andrea Bulgarella

Il costruttore sui pm, "tesi investigative date in pasto alla stampa"

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PISA. "Sono totalmente estraneo alle contestazioni mosse dai pubblici ministeri, le cui ipotesi sono costruite sulla base di un'indagine del Ros dei carabinieri che non riporta prove o elementi oggettivi di riscontro, ma dichiarazioni di mafiosi pentiti e collaboratori di giustizia".

Lo afferma in una lunga nota il costruttore siciliano trapiantato da anni a Pisa, Andrea Bulgarella, accusato dalla Dda di Firenze di aver favorito presunte infiltrazioni mafiose nel settore della finanza.
   Secondo l'imprenditore certe rivelazioni, "rilasciate a distanza di parecchi anni", hanno permesso di costruire "un castello accusatorio pieno di molte suggestioni, sopratutto quando si evoca, quasi a voler dare 'autorevolezza' a un'indagine basata sul nulla, il nome di Matteo Messina Denaro, che non ho mai conosciuto e con il quale non ho mai avuto, direttamente o indirettamente, collegamenti di alcun tipo".
 

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  Le ricostruzioni degli investigatori, accusa Bulgarella, "date in pasto alla stampa, procurano un grave danno non solo alla mia reputazione personale, ma al gruppo imprenditoriale che dirigo e a quanti vi lavorano. Chiarisco, senza tema di smentita, di non avere mai avuto contatti diretti con il Bellomo, (nipote di Messina Denaro) ma solo rapporti commerciali con la «Schonhuber Franchi» e con la «Bottega dell'Albergo» (società leader per la fornitura degli alberghi), di cui il Bellomo aveva la rappresentanza. Mi sono più volte recato nella sede della «Schonhuber Franchi» a Bolzano, e mai negli uffici del Bellomo, non sapendo neanche dove gli stessi siano ubicati. Nelle nostre strutture è prassi che, proprio per le forniture venga effettuata una verifica preliminare da parte di studi esterni; quest'ultimi nella loro relazione indicano cosa comprare e quali marchi. Anche le dichiarazioni liberatorie dei pagamenti venivano rilasciate dal legale rappresentante della «Schonhuber Franchi» che, del resto, emetteva anche le fatture, non da Bellomo ! Noi compravamo prodotti «Schonhuber Franchi», non prodotti Bellomo ! Negli atti d'indagine, invece, si lascia intendere che i circa 500 mila euro di forniture commissionate alla «Schonhuber Franchi», siano soldi andati a Bellomo. E' documentatamente falso ! E' la «Schonhuber Franchi» di Bolzano che doveva preoccuparsi di scegliere i propri agenti, non certo gli acquirenti. Secondo la logica degli investigatori che hanno redatto il castello accusatorio nei miei confronti, tutti quelli che hanno comprato prodotti «Schonhuber Franchi» attraverso la mediazione del loro rappresentante Bellomo, sarebbero dunque in «collegamento indiretto» con Matteo Messina Denaro? Ed ancora: da un evidente travisamento (non voglio parlare di manipolazione) del contenuto di una intercettazione telefonica, il beneficiario di un assegno, a pagamento di una fornitura, da «Belloni» (il nome esatto), diventa, non si capisce come, «Bellomo»; e questo travisamento (dunque un falso) viene trasformato nella «prova» di un pagamento disposto a favore del nipote di Matteo Messina Denaro. Basterebbe solo questo episodio, gravissimo (perché da questo si è fantasticato su un mio collegamento con Matteo Messina Denaro) per capire di che natura sono le prospettazioni accusatorie Trovo tutto ciò grottesco e inquietante, perché non si possono fare pesanti illazioni investigative sulla base di elementi di fatto che dimostrano il contrario ! Come si può prendere un simile abbaglio, e addirittura ritenere questo abbaglio il presupposto del mio supposto collegamento con Matteo Messina Denaro ?"

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