Il Tirreno

Pisa

Bancarelle spostate dentro il S. Chiara

di Francesco Loi
Bancarelle spostate dentro il S. Chiara

La proposta di ambulanti e Confesercenti: «Ripristiniamo il progetto di fine anni Novanta già approvato dal Comune»

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PISA. «Abbiamo capito ormai che la nostra collocazione definitiva non sarà piazza del Duomo e nemmeno piazza Manin. Ma allora dove andremo?». Chi pone la domanda, che arriva direttamente a Palazzo Gambacorti, sede del Comune, è Gianmarco Boni, presidente del consorzio Pisa dei Miracoli che raccoglie i bancarellai che vendono souvenir. Al suo fianco il vicepresidente Stefano Perini e un altro operatore della piazza, Michele Puschi, oltre al loro legale, l’avvocato Stefano Verità. Conferenza stampa all’Hotel Pisa Tower, a due passi da piazza Manin, ad una settimana dal blitz-aggressione in consiglio comunale. Una scelta «sbagliata», ammette Boni, aggiungendo subito però che è stata una conseguenza del «lunghissimo silenzio sulla nostra vicenda da parte dell’amministrazione comunale».

Piazza Manin confermata. Degli effetti di quella clamorosa protesta in Sala Regia, sfuggita evidentemente di mano, ne scriviamo sotto. Intanto, approfittando della presenza tra gli invitati alla conferenza di Giulio Garzella, vicedirettore della Confesercenti, i bancarellai mettono sul tavolo le nuove/vecchie proposte idealmente consegnate al Comune. Di questa storia complessa non è semplice afferrare tutti i contorni, sta di fatto che allo stato attuale, con i lavori al Museo delle Sinopie che dovrebbero concludersi a fine novembre (salvo proroghe ulteriori), qualche certezza comincia ad emergere. La prima è che, «respingendo subito l’ipotesi parcheggio scambiatore in via Pietrasantina» (parole di Garzella), soluzioni definitive già pronte non ce sono. Dunque, serve una collocazione temporanea e poi la previsione di una definitiva. Per quella temporanea non serve molta fantasia. «Probabilmente sarà confermata piazza Manin», dice l’avvocato Verità. In altre parole, al di là delle fine del cantiere delle Sinopie, piazza Manin resta la collocazione fino a quando il comitato composto da Regione, Comune e Sovrintendenza non avrà concluso, sulla base del decreto Franceschini, il piano per definire il nuovo assetto delle attività ambulanti sul sito Unesco rappresentato da Piazza dei Miracoli e dintorni. Scadenza nella prossima primavera.

Il vecchio progetto. E dopo? Per la soluzione definitiva, illustrata da Garzella, si torna indietro alla fine degli anni Novanta. Quando, sotto gli effetti del decreto Ronchey per i luoghi di particolare pregio storico-culturale, alcune attività (a vincolo diretto) vengono spostate, ad esempio quelle nelle cosiddette “piramidi”. E’ il 1997, giunta Floriani, e per le bancarelle di piazza Duomo viene pensata una destinazione fuori dalla piazza. Dove? Nell’area del Santa Chiara, quella delle cappelle mortuarie che si trova dietro il muro su cui erano appoggiate alcune bancarelle, tra le Sinopie e la Porta del Leone. Iniziano i lavori nelle varie zone del progetto (dal costo di due miliardi e mezzo di lire), poi finisce la storia della giunta Floriani e diventa sindaco Paolo Fontanelli. «Il quale - ricorda Garzella - sospese questi lavori perché considerati non risolutivi, e vennero anche pagate alle ditte delle penali». L’idea di Fontanelli, che trovò un accordo con il ministero, «era - riprende Garzella - di mettere i banchi su ruote, così da spostarli la sera, prevedendo come destinazione finale delle bancarelle la caserma Bechi Luserna». Il vicedirettore della Confesercenti tira le somme: «E’ stata l’amministrazione comunale a bloccare quel progetto e se poi, in quindici anni, non ha concluso il progetto caserme non può essere colpa delle associazioni e degli operatori».

La proposta. «Torniamo agli anni Novanta, nessuno può dire che non si può: nel 1997 c’era già l’okay dell’Azienda ospedaliera e della Sovrintendenza», propone Garzella. Quel muro che ora divide sarebbe da abbattere e sostituire con una serie di sei archi. Tra l’altro, anche il progetto Chipperfield di ridisegno dell’area del Santa Chiara ne prevede l’abbattimento creando una “finestra” diretta tra l’area (quando sarà ex ospedaliera) e piazza del Duomo. Un progetto da non confondere con la Umi1, l’area commerciale prevista dentro il Santa Chiara e che è già stata messo a bando: i bancarellai si erano interessati inizialmente, poi avevano fatto retromarcia perché si tratta della parte più appetibile sul mercato e poteva provocare difficoltà alla buona riuscita del bando. L’idea è quella di distribuire i banchi tra piazzette e stradine che si verranno a creare. «Non tutto sarà costruito - conclude Garzella - e ricordiamo che si parla di attività su suolo pubblico. Il Comune ora ci dia un’indicazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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