Il Tirreno

Pisa

Finalmente fuori le “voglie” represse

di Danilo Renzullo
Finalmente fuori le “voglie” represse

PISA. Messi a nudo, ma solo metaforicamente. È rimasta probabilmente delusa la massa di spettatori accorsa al Teatro Rossi Aperto per assistere al casting de “Le ragazze del porno”. Chi si aspettava...

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PISA. Messi a nudo, ma solo metaforicamente.

È rimasta probabilmente delusa la massa di spettatori accorsa al Teatro Rossi Aperto per assistere al casting de “Le ragazze del porno”. Chi si aspettava nudi integrali o parziali, scene di sesso esplicito o altre sperimentazioni non ha probabilmente digerito l’idea del porno inteso non solo come “pratica”, ma anche come azione politica e di sovvertimento dei canoni tradizionali. Un’occasione per parlare di sesso, senza limiti, e della rappresentazione del sesso nella cultura italiana.

Un clima “caldo”, ma mai diventato “bollente”. L’obiettivo era soprattutto quello di abbattere un muro. Quello costruito da mattoni di pregiudizi e luoghi comuni e da quella sessuofobia che secondo Slavina continua a regnare in Italia.

Cortometraggi di porno al femminile proiettati sul maxischermo posizionato al centro del palco, scene di sesso esplicito intervallate dalle riprese live effettuate da tre telecamere poste al centro del teatro che riprendono ogni aspetto, ogni particolare dei cinque aspiranti attori che senza alcun timore si sono sottoposti alle domande esplicite, provocatorie e disarmanti di Slavina e delle sue due collaboratrici.

Donne e uomini. Ragazzi ed anziani. Professionisti, studenti e operatori culturali. Il variegato mondo accorso al Teatro Rossi, attratto, incuriosito o semplicemente interessato a conoscere una realtà ancora sconosciuta ai più, ha fatto emergere anche una spaccato delle attrazioni e delle “voglie” più o meno represse.

Quasi come un gioco. A metà tra un cabaret e un talk show, gli aspiranti attori si sono immersi in un vortice di “perversioni teoriche”, raccontando il loro rapporto col sesso e con la pornografia, le aspirazioni e le fantasie. Sesso estremo, di gruppo o pratiche e sperimentazioni alternative. L’eterosessualità quasi messa all’angolo. Prevalgono la voglia e l’esigenza di trasgredire. L’omosessuale, la donna pronta a tutto e a tutti, l’uomo che cova il desiderio e forse la necessità di affiancarsi ad una trans, o la ragazza “pansessuale”. L’orgia, il sogno nascosto. I gusti e i generi reali si mescolano inesorabilmente alla pornografia da web che ormai domina anche nella terminologia.

Spuntano gli “strumenti del mestiere” e il Teatro Rossi si anima di un’ulteriore spinta provocatoria, trasformando i provini singoli in un casting collettivo con interazioni tra i vari provinanti che non hanno mai travalicato l’asticella di “castità” imposto da uno spettacolo pubblico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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