Il Tirreno

Pisa

Scheggia di vetro nel piatto alle mense è subito allarme

di Mario Neri
Scheggia di vetro nel piatto alle mense è subito allarme

Una bambina giovedì ha trovato un frammento nel piatto alle elementari Filzi Il Comune: «Sporgeremo denuncia contro ignoti». Dodicesimo caso in 4 anni

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PISA. L’ha ritrovata nel piatto una bambina della quarta: «Maestra, cos’è questa?». Alle elementari Filzi è subito scattato l’allarme. All’inizio si è sperato fosse plexiglass. Le analisi hanno dato la conferma. Una scheggia di vetro giovedì all’ora di pranzo è stata rinvenuta in una porzione di platessa impanata servita alla mensa della scuola primaria poco distante da Piazza dei Miracoli.

Un caso che adesso preoccupa Palazzo Gambacorti. Soprattutto per una sequenza di anomalie nel servizio di distribuzione dei pasti negli istituti scolastici che si ricorre da tempo. L’ultimo caso risale a pochi giorni fa: un chiodino da disegno stava per finire nella gola di un bambino alla Zerboglio, era infilato nella polpa di una mela lasciata lì per la merenda una settimana prima. In quattro anni sono già 12 gli episodi in cui qualche alunno ha rischiato di mangiarsi un corpo estraneo: vermi, pezzi di gomma, frammenti di plastica, perfino un ago di pino mescolato al sugo alla carrettiera.

Per questo ieri il sindaco Marco Filippeschi e l’assessore all’istruzione Marilù Chiofalo hanno deciso di prendere in considerazione anche la possibilità di presentare un esposto alla procura della Repubblica. Una denuncia contro ignoti, sebbene non siano pochi gli elementi che fanno pensare che qualcosa possa essersi inceppato a partire dai fornitori.

Il frammento di vetro è stato portato da una bambina della quarta all’insegnante che ha subito avvisato il personale addetto allo sporzionamento e poi la ditta Elior e l’ufficio di refezione. «L’ho trovata mentre tagliavo il pesce, maestra».

«Sono scattati immediatamente i controlli che hanno riguardato la verifica di eventuali danneggiamenti di tutte le stoviglie e bicchieri utilizzati per l'apparecchiatura all’interno del refettorio - dice Chiofalo - Anche se tutta l’apparecchiatura è in vetro e ceramica infrangibile, e dunque una eventuale rottura non sarebbe sfuggita. In ogni caso dalle verifiche non sono stati rinvenuti utensili rovinati o sbreccati». Inoltre per la Filzi è la prima volta. «Non sono stati rilevati casi di precedenti danneggiamenti durante l'erogazione del servizio di distribuzione dei pasti».

Neppure il centro di cottura Elior di Ospedaletto sembra poter essere coinvolto, perché anche lì non vengono utilizzati utensili, contenitori o stoviglie di vetro. «La provenienza del pezzetto di vetro sembra dunque esterna al procedimento e per questo si è avviata la procedura di non conformità nei confronti dei fornitori - spiegano da Palazzo Gambacorti - per tutte le derrate (pesce, pangrattato e farina) utilizzate per la preparazione della platessa al forno che era stata distribuito ai bambini». «Abbiamo avviato le verifiche anche con il contributo dell’Asl - dice Chiofalo - se riscontreremo irregolarità possiamo anche decidere di escludere i fornitori dall’appalto e applicare una penale alla ditta che gestisce il servizio refezione».

La scheggia alla Filzi e il chiodo del 6 ottobre alla Zerboglio. L’ultima volta era successo a giugno alla Battisti. Un verme. E nella stessa scuola un corpo estraneo era stato rinvenuto anche un mese prima. Negli ultimi quattro anni, dunque, dodici casi, di cui 5 tra il 2011 e il 2013. Quasi sempre le stesse mense. In testa Zerboglio, poi Parmini e Battisti. E pensare che proprio dal caso di maggio, il Comune aveva imposto una stretta ai controlli sulla filiera del cibo per le scuole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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