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Rebeldìa contro la “svendita” della Mattonaia

PISA. «No alla svendita, sì al recupero». Rebeldìa critica il bando che sarà pubblicato entro ottobre per la cessione della Mattonaia, la cui alienazione permetterà il rifacimento della...

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PISA. «No alla svendita, sì al recupero».

Rebeldìa critica il bando che sarà pubblicato entro ottobre per la cessione della Mattonaia, la cui alienazione permetterà il rifacimento della pavimentazione stradale di via Pietrasantina e del lungarno Pacinotti, la realizzazione della piazza sul retro di San Michele in Borgo e, in parte, coprirà i costi di realizzazione della fognatura nera su un tratto della via Litoranea a Marina di Pisa.

«La Mattonaia è la somma evidenza della gestione del patrimonio pubblico a Pisa – sottolineano in una nota gli attivisti di Rebeldìa –: uno spazio progettato e costruito con soldi pubblici destinati all’edilizia popolare, in una città in cui la questione abitativa è sempre più problematica. Dal 2003 l’amministrazione comunale ha annunciato di voler alienare il bene: prima per la costruzione di case popolari, poi, nel 2011, annunciando l’intenzione di pubblicare un bando in cui la moneta di scambio fossero altri lavori pubblici».

Ogni bando è andato però deserto e il valore del bene calato notevolmente. «L'intenzione – prosegue Rebeldìa – è sempre quella di svendere l'immobile che da una parte ha perso circa 1,3 milioni di euro del suo valore iniziale, dall'altra necessiterebbe di ristrutturazioni per circa 1,5 milioni di euro. L’alienazione della Mattonaia sarà oggetto di permuta che non coprirà i costi dei lavori previsti e per cui si dovrà ricorrere a fondi pubblici, mentre di fatto si perderà un patrimonio. Un fabbricato che doveva “portare gli operai ad abitare in centro”, diventa oggetto di scambio sottratto al pubblico e svenduto al privato».

«Quando l'amministrazione cambierà rotta? Quando smetterà di cercare di svendere ai privati i beni della comunità? Quando restituirà a Pisa la piazza della Mattonaia e consegnerà gli 11 appartamenti a lavoratori e cittadini che oggi subiscono la crisi e sono senza casa?», si chiedono gli attivisti di Rebeldìa che più volte, con associazioni, movimenti per il diritto alla casa e gli abitanti del quartiere, hanno chiesto la riqualificazione dell’area e la restituzione dello spazio pubblico alla città.(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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