Il Tirreno

Pisa

Dalla politica arrivano solo condanne

Ma c’è chi punta il dito anche contro l’amministrazione: «Chi semina vento...»

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PISA. «Quello che è accaduto nella seduta del consiglio non può essere in alcun modo minimizzato. Si è trattato di una provocazione voluta e organizzata, senza precedenti. Chi intende far passare tutto questo come normalità, o come esagerazione dei toni dettati da nervosismo, cerca di nascondere la realtà e giustifica colpevolmente i comportamenti violenti». E’ quanto scrivono in una nota i capigruppo di maggioranza Ferdinando De Negri (Pd), Giuseppe Ventura (In lista per Pisa), Odorico Di Stefano (Riformisti). «Serve invece - aggiungono - la condanna più ferma. Questa è la premessa necessaria per continuare ogni confronto, rispettando le competenze delle istituzioni e cercando le soluzioni più utili. Nessuno deve e vuole piegarsi alle violenze».

«Si è trattato - dichiara Gianfranco Mannini (M5S) - di un episodio assolutamente da condannare. Una situazione che nasce però dalla mancanza di chiarezza da parte dell’amministrazione. Auspichiamo che ai bancarellai sia garantita un’alternativa valida, nel più breve tempo possibile».

«Chi semina vento raccoglie tempesta», la battuta di Maurizio Nerini (Noi Adesso Pis@).

«Pur condannando fermamente l’irruzione - dice Simonetta Ghezzani, capogruppo di Sel - non mi sono stupita. Siamo di fronte ad un fallimento della politica. La proroga del cantiere alle Sinopie, in assenza di un tavolo di concertazione con i rappresentanti di categoria, ha creato i presupposti di un’esplosione rabbiosa di decine di lavoratori. Auspico che si ripristino quanto prima le condizioni di un dialogo».

«La politica è assente - dichiara Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia-Pdl - e si para dietro il tecnicismo. L’assenza di dialogo esaspera le situazioni. Una pagina buia della politica. Quanto accaduto è andato oltre le regole».

«La politica - dice Raffaele Latrofa, capogruppo di Ncd - si deve riappropriare del suo ruolo ed ha il dovere di trovare una soluzione ad una vicenda esasperata».

«Condanniamo - dice Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc - i comportamenti intimidatori a cui abbiamo assistito. Proprio perché siamo in costante e pieno dissenso rispetto alla politica di questa amministrazione riteniamo grave quanto avvenuto».

«Siamo esterrefatti per le aggressioni ed intimidazioni al sindaco Filippeschi - commenta Andrea Corti, segretario provinciale di Rifondazione comusita -. Proprio per continuare ad esercitare il pieno diritto all’opposizione e alla critica stigmatizziamo quanto accaduto e rivendichiamo il pieno rispetto dei luoghi e delle istituzioni democratiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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