Il presidio
Commissione paesaggistica in carica da dodici anni
L’anomalia denunciata nella relazione dei consiglieri sulla frana di Ripafratta Il consigliere Mannocci: troppi “non ricordo” da chi è stato sentito sulla vicenda
SAN GIULIANO TERME. Il mandato della commissione paesaggistica è durato più di quello del Presidente della Repubblica. È quanto emerge dalle indiscrezioni relative alla relazione finale, approvata martedì dalla commissione speciale d’indagine sulla frana di Ripafratta.
La relazione ha ricevuto il voto favorevole di tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di “Cittadini e Territorio”, forza politica guidata da Giusto Nicosia.
«Abbiamo rilevato che la commissione che esprime pareri vincolanti in ambito paesaggistico e urbanistico, non è stata rinnovata negli ultimi 12 anni. In tutti questi anni ha agito in regime di proroga: secondo me potrebbero emergere delle perplessità sulla legittimità di alcuni atti approvati. Solo pochi giorni fa il Comune ha presentato il bando per il rinnovo – afferma Giacomo Mannocci, presidente della commissione speciale e consigliere comunale di Noi Adesso San Giuliano –. È assurdo che dal 2003 ad oggi nessuno si sia accorto che era scaduto il mandato. Questa è una delle importanti conclusioni del nostro lavoro».
L’evento franoso su cui la commissione ha indagato, lo ricordiamo, è avvenuto il 17 dicembre 2014: il versante della collina franò sull’abitazione della famiglia Grassotti in via Fattori, a Ripafratta. Gli abitanti ne uscirono indenni per miracolo. A gennaio la commissione speciale ha iniziato a lavorare per verificare la sussistenza di eventuali responsabilità amministrative. Contemporaneamente, la Procura ha svolto le proprie indagini.
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