Il presidio
Adozioni con truffa chiusa l’inchiesta: in 5 verso il processo
Sotto accusa i vertici dell’associazione “Airone” Le indagini nate dopo la denuncia di una coppia pisana
PISA. Incassavano soldi per avviare pratiche di adozione che poi non andavano a buon fine.
Con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, la Procura di Savona ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini a cinque persone accusate di aver raggirato almeno 21 coppie, di cui due pisane, una residente a Pisa e l’altra in un piccolo centro della provincia. L’inchiesta sulle adozioni fantasma era nata a Pisa grazie alle denunce dei coniugi Tiziano Bernardini e Alessia Raglianti, assistiti dall’avvocato Tiziana Mannocci. Un caso trattato anche con un’interrogazione parlamentare e finito pure sul tavolo dell’allora premier Enrico Letta. Il fascicolo, per competenza territoriale, era stato trasferito a Savona perché era ad Albenga la sede legale l’associazione “Airone”, con una succursale anche a Pisa in piazza Sant’Antonio, chiusa da tempo e attiva nelle adozioni con il Khirghizistan.
Gli indagati. Inchiesta chiusa e attesa della richiesta di rinvio a giudizio della Procura savonese per Silvia La Scala, 69 anni, presidente della onlus, la sua vice, Orietta Maini, 56 anni e i collaboratori dell'associazione Inna Troukhan, 47 anni, Alexander Angelidi, di 52 anni, e Venera Zakirova, 48 anni, gli ultimi due di nazionalità kirghisa. Tra le contestazioni agli indagati anche l'aggravante della "minorata difesa" delle persone offese perché avrebbero approfittato del loro forte desiderio di genitorialità e del reato "transnazionale".
La coppia pisana raggirata. Ai coniugi Bernardini, l’associazione aveva proposto un bimbo di quasi 5 anni affetto da una grave malformazione cardiaca che loro consideravano già come un figlio. Solo che dopo anni di attese e fotografie avevano scoperto che erano vittime di un raggiro e quasi complici di una tratta. Il bambino non era orfano ma ricoverato in un ostello e soprattutto non era in stato di adottabilità.
Promesse fasulle. Secondo gli inquirenti infatti i vertici della “Airone” promettevano alle coppie truffate adozioni internazionali più rapide in Kirghizistan rispetto ad altri Paesi stranieri. Ma erano solo parole e perdite di tempo oltre che di soldi per i genitori che avrebbero partecipato anche a incontri fasulli, a loro insaputa, con sedicenti giudici locali per far credere che l’iter stava andando avanti.
Lieto fine. Tiziano Bernardini e Alessia Raglianti sono da giorni in Ungheria dove hanno finalmente coronato il loro sogno proprio nel giorno della notifica dell’avviso di chiusura delle indagini coinciso con l’udienza per l’adozione definitiva di Mirko, un bimbo di 3 anni con cui rientreranno in Italia a breve. Un percorso a lieto fine favorito dalla presa in carico del caso da parte del Cai (Commissione adozioni internazionali) che ha indicato alla coppia come associazione a cui affidarsi l’Aiau Onlus di Firenze.
Parte civile. «I miei clienti si dichiarano molto soddisfatti per l’esito delle indagini e annunciano già da ora che si costituiranno parte civile – spiega l’avvocato Mannocci –. Non solo hanno subìto danni materiali, ma anche morali. Pensiamo ai periodi trascorsi con il bimbo dal quale si sono dovuti staccare dopo aver scoperto che non era adottabile. Vogliono giustizia per tutti quei minori vittime indifese di questa vicenda». La magistratura kirghiza in questa storia si è rivelata più veloce di quella italiana. L'ex ministro dello Sviluppo sociale del Kirghizistan Ravshan Sabirov, è stato condannato a cinque anni di reclusione e alla confisca dei beni per corruzione. Il suo assistente ha avuto tre anni. Erano parte attiva del sistema di raggiri capace di lucrare sul desiderio di diventare genitori monetizzando le false illusioni di affetti e speranze.
Pietro Barghigiani
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