Il presidio
Si aprono spiragli all’ex Zetaplast per ottenere la cassa integrazione
Ma l’azienda conferma comunque la volontà di chiudere lo stabilimento di Migliarino Lunedì prossimo nuovo incontro tra i vertici aziendali e i rappresentanti dei sindacati
VECCHIANO. Si apre uno spiraglio per i 54 dipendenti dell'Industria stampaggio polimeri di Migliarino. Durante il primo incontro tra i vertici dell’ex Zetaplast e i sindacati (Cgil e Cisl) è emersa, su richiesta delle organizzazioni dei lavoratori, la possibilità di attivare la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività aziendale. Una soluzione temporanea che garantirebbe ai lavoratori un salario minimo in attesa di eventuali soluzioni definitive.
Durante il primo faccia a faccia tra i vertici aziendali e i rappresentanti dei lavoratori, la società leader nella produzione di manufatti in plastica e prodotti per la depurazione delle acque ha comunque confermato la chiusura dello stabilimento di via Nuova, dichiarandosi disponibile a trattare per l’attivazione dell’ammortizzatore sociale.
L’ipotesi sarà il tema principale che sindacati e i rappresentanti dell’azienda discuteranno lunedì prossimo durante un tavolo di confronto che si svolgerà nella sede dell’Unione Industriali di Pisa.
«Per adesso – spiega Domenico Contino della Filctem-Cgil di Pisa – quella dell’attivazione della cassa integrazione straordinaria è solo un’ipotesi: va verificata la fattibilità e la disponibilità dell’azienda».
Durante il secondo tavolo di confronto con la società di Migliarino, i rappresentanti dei lavoratori rivendicheranno anche il pagamento degli stipendi arretrati che i lavoratori, raggiunti lo scorso agosto dalle lettere di licenziamento, attendono da mesi.
«Su questo punto – prosegue Contino – la società non si è ancora espressa». Dopo settimane di appelli, presìdi di proteste, richieste di incontro e tavoli disertati, qualcosa nella vertenza scoppiata in piena estate inizia dunque a muoversi. La volontà dell'Industria stampaggio polimeri di procedere con la chiusura dello stabilimento di Migliarino, ribadita pochi giorni fa ai sindacati, stride però con quanto dichiarato dalla stessa azienda in Regione qualche settimana prima. Durante un tavolo con l’azienda convocato a Firenze dai rappresentanti della Regione, i vertici societari avevano infatti annunciato di voler mette in campo ogni sforzo possibile per riprendere la produzione e mantenere l'azienda a Migliarino. Pochi giorni dopo, un nuovo passo indietro. La vertenza è già approdata in Regione con un tavolo istituzionale convocato per analizzare la situazione dell'azienda e per decide un percorso istituzionale (Comune, Provincia, Regione) da intraprendere al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento e mantenere stabili i livelli occupazionali.
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