Il presidio
«Quei bimbi lasciati soli sulla strada»
Le opposizioni contro l’amministrazione: un’operazione di facciata per il consenso
PISA. Continua a far discutere lo sgombero del campo rom della Bigattiera, definito dalle opposizioni «un’operazione spartiacque per l’amministrazione comunale». Operazione che, secondo Simonetta Ghezzani, capogruppo di Sel, e Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc, è stata costruita dall’amministrazione per recuperare il consenso perso negli ultimi mesi, dopo le dure contestazioni allo stadio e le polemiche post-alluvione. «Siamo in un momento critico per l’amministrazione e lo sgombero è stato costruito a tavolino per cercare di ricostruire la fiducia di una parte della città», accusa Ghezzani ricordando la richiesta di gran parte del consiglio comunale di mettere in atto le strategie di inclusione definite dal governo e dall’Unione Europea per il superamento dei campi rom. «La Regione ha stanziato le risorse per questi programmi – prosegue Ghezzani -, ma il Comune non ha presentato alcun progetto». «Durante l’ultima campagna elettorale – aggiunge Auletta – il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si è fatto fotografare con una famiglia rom, dimenticandosi dell’esistenza di questo popolo poco tempo dopo». «Qual è la differenza tra le ruspe verdi leghiste e quelle democratiche?», si chiede Auletta. «Lo sgombero – prosegue – non ha risolto alcun problema. L’operazione ha solo delocalizzato la presenza delle famiglie, peggiorando le condizioni di vita delle persone. Con l’operazione gli uomini, le donne e i bambini che abitavano alla Bigattiera non si sono dissolti nel nulla, ma continuano a vivere nelle nostre periferie in situazioni sempre più precarie, avendo perso un tetto, la scuola e i limitatissimi servizi che avevano al campo». Lo sgombero della Bigattiera è stato per le opposizioni «una costosissima operazione di facciata realizzata sulla pelle di decine di famiglie, costruita artificiosamente negli ultimi mesi con l’obiettivo di distogliere l’attenzione della cittadinanza dai veri problemi sociali e di cercare facili consensi a destra, provando a legittimarsi come “partito della sicurezza”». «Si è trattato di uno sgombero forzato in cui la giustificazione sanitaria era solo un ridicolo pretesto – continuano i gruppi consiliari di Sel e Ucic-Prc -. Siamo di fronte ad un vero e proprio cambio di passo, in cui l’amministrazione cavalca le spinte populiste e discriminatorie. La giunta – concludono Sel e Ucic-Prc – sceglie volutamente questa strategia per non intervenire sulle politiche sociali che necessiterebbero progettualità e investimenti».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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