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Un caso di scabbia a Putignano
Colpito un alunno alla media Gamerra. Lettera dell’Asl: «Fate controllare i bimbi»
PISA. Un caso di scabbia è stato riscontrato alle scuole medie di Putignano. Uno degli alunni che frequentano l’istituto - secondo quanto comunicato dall’Asl alla direzione scolastica - ha già svolto il trattamento sanitario il primo di ottobre.
Per l’azienda sanitaria però sarebbero limitate le possibilità di contagio. Per questo non si sono rese necessarie le operazioni di profilassi per i circa 150 studenti del plesso di via Ximenes. «Io ho messo in atto le prescrizioni della Asl, che per gli studenti ha indicato soltanto una sorveglianza sanitaria e non la profilassi», dice la preside dell’Istituto comprensivo Gamerra, Paola Lucarelli, che aggiunge: «In ogni caso sono a disposizione di qualsiasi genitore che abbia necessità di chiarimenti». Secondo alcune testimonianze dei genitori la direzione non avrebbe avvisato direttamente tutte le famiglie e gli insegnanti con una comunicazione specifica, ma unicamente affisso in bacheca la comunicazione dell’Asl. Un comportamento per cui ieri la Lega Nord in città ha chiesto la rimozione della preside. La lettera dell’Asl in ogni caso è sintetica ma esaustiva. «La scabbia - scrive l’azienda - è una dermatosi parassitaria provocata dall’acaro Sarcoptes Scabiei, che si manifesta con la comparsa di papule e vescicole pruriginose». Dà istruzioni sulle forme di contagio, che avviene soprattutto attraverso un contatto diretto e prolungato da persona a persona, specificando che il periodo di incubazione è compreso fra due e sei settimane; infine «raccomanda di effettuare le opportune misure di sorveglianza sanitaria», e cioè «controllare nelle prossime sei settimane la comparsa di eruzioni pruriginose (il prurito di solito è particolarmente intenso di notte)e, qualora le stesse si dovessero manifestare», invita alunni e loro familiari a recarsi dal medico curante.
Nulla di grave, almeno a prima vista però. Un focolaio di scabbia, partito da un paziente ricoverato l’anno scorso a Cisanello proprio in ottobre, si allargò fino a colpire oltre 300 persone fra medici e infermieri, pazienti e loro familiari.
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