Il Tirreno

Pisa

Sono i tombini i nascondigli della droga

di Carlo Venturini
Sono i tombini i nascondigli della droga

Alcune eloquenti foto scattate dai residenti di vicolo Del Poschi. «Prigionieri di spacciatori e tossicodipendenti»

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PISA. Salza, lo Sfizio e il negozio di abbigliamento Dei sono dei must dello shopping in quel salotto buono che è Borgo Stretto. Tra quei negozi blasonati, spunta un vicolo ormai tristemente famigerato: vicolo Del Poschi, dove i residenti, quando non sono assordati ed assediati dalla movida, hanno comunque i tossicodipendentu e gli spacciatori sull’uscio di casa. Il tutto a venti passi (non venti metri) da quel Borgo Stretto che appena chiusi i negozi, si trasforma, dalla notte fino all’alba, in un caravanserraglio di ubriachi, spacciatori ed appunto tossici.

Le foto ritraggono un ragazzo che la scorsa notte cercava la sua dose ribaltando tombini, aprendo sportelli dei contatori del gas e visto che la sua ricerca non è andata a buon fine, cercava di arrampicarsi sulle tubature del gas per vedere se lo spacciatore aveva lasciato la dose sul davanzale di una finestra. Il tutto nell’indifferenza sghignazzante di ragazzi che col birrozzo tra le mani passavano di lì.

«Gli spacciatori nascondono le dosi qui tra tombini e tubature», dicono i residenti che hanno fotografato l’ennesima scena di “umiliazione” sociale, comunitaria e cittadina. «Ancora peggio è quando tossico e spacciatore si incontrano tra urla, litigi, spintoni oppure quando troviamo il tossico con l’ago in vena sulla soglia del portone», dicono. Il vicolo congiunge via delle Case dipinte (altro luogo di movida) a Borgo Stretto, e la sua illuminazione risale a 30 anni fa. L’unico lampione degno di questo nome è stato divelto due anni orsono durante la Luminara grazie alla bravata di due giovani che ci si sono appesi. Non è mai stato rimesso. I privati ci hanno messo una pezza con un paio di faretti che sono del tutto insufficienti. «Di qua non passano “Gli angeli del decoro”? O le forze dell’ordine di “Strade sicure”?», domandano i residenti al prefetto Visconti e al questore Francini. La risposta, ovviamente, è no. E pensare che i volontari del servizio “Angeli del decoro” e le forze dell’ordine passeggiano proprio davanti al vicolo anche se lo fanno in primissima serata; un po’ come andare a raccogliere le olive a marzo. Fuori tempo, appunto. Lasciamo perdere poi il livello di sporcizia che regna nel weekend post-movida con bicchieri di plastica e bottiglie sparse, puzza di urina e vomito con i commessi dei negozi che fanno zig-zag tra gli escrementi. E Borgo Stretto si spopola di residenti per lasciare spazio ad uffici e studi legali perché abitare in Borgo Stretto come in piazza delle Vettovaglie è diventato impossibile per la “non qualità” della vita. In tutto ciò, Pisa, candidata a capitale della cultura, non sembra stia cercando un’inversione di rotta. Ed i residenti vanno ad ingrassare le casse dei Comuni vicini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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