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«Va bene l’arresto ma ora resti dentro»
Il marito della dottoressa ferita. Gelli (Pd): sicurezza, nuovo piano
PISA. «I poliziotti sono stati bravi ad arrestare subito quel rapinatore. Ora, però, lo Stato deve garantire un processo e una condanna. E soprattutto che quella persona resti in carcere».
Sollevato per un esito che avrebbe potuto essere drammatico, ma ancora scosso per la rapina subìta dalla moglie, il marito della ricercatrice 48enne del Santa Chiara protegge da ulteriori stress la donna vittima di un’aggressione spropositata rispetto all’obiettivo da colpire. «Mia moglie vuole solo dimenticare in fretta questa brutta storia» spiega al cronista. L’assalto di giovedì sera in via Santo Stefano da parte di Hicham El Kouay, il marocchino, 34 anni, è stato paralizzante per il medico che stava tornando a casa dal lavoro in ospedale. Un coltello alla gola, la richiesta di soldi e poi ancora la lama, conficcata nel collo, rimasta in superficie. Giovedì sera Porta a Lucca ha assunto le sembianze di una periferia degradata con una seconda rapina in sequenza, il bersaglio è stato una dentista di 40 anni, messa a segno dal malvivente poi arrestato dagli agenti delle volanti in zona stazione con quasi un etto di hashish, il coltello e i jeans macchiati di sangue, quello delle sue prede. La prima rapina aveva fruttato 160 euro con cui aveva acquistato la droga.
Fondamentale è stato l’intervento di un passante che ha disturbato il rapinatore messo in fuga anche dalla reazione del medico che lo ha morso alla mano sinistra con cui le teneva chiusa la bocca.
«Siamo preoccupati per la nostra sicurezza – aggiunge il marito della ricercatrice – questa gente, dagli spacciatori ai loro clienti, potrebbero cercarci. Quello che sgomenta è che il bandito ha voluto terrorizzare mia moglie ferendola con un coltello. Non ce n’era bisogno. Avrebbe potuto fare la rapina senza usare tutta quella violenza gratuita». Arrestato per rapina, tentata rapina, lesioni personali e detenzione ai fini di spaccio, El Kouay, pregiudicato con due provvedimenti di espulsione disattesi e una fuga dal Cie di Trapani, assistito dall’avvocato Roberto Bottai, domani comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida. Il fascicolo è stato assegnato al pm, Lydia Pagnini.
Sul caso interviene l’onorevole Federico Gelli (Pd): «Voglio esprimere tutta la mia solidarietà alle due donne vittime dell'aggressione. Quanto accaduto ancora una volta ci porta ad interrogarci sulla sicurezza nella nostra città. Evidentemente dobbiamo ripensare ad un piano che metta in sicurezza i luoghi maggiormente a rischio della città come la zona circostanze l'ospedale di Santa Chiara che, date le dimensioni, resta un potenziale obiettivo per i malintenzionati. Quello che è accaduto non si è trasformato in una tragedia per pura casualità ma si tratta senza dubbio dell'ennesimo campanello d'allarme di una situazione ancora difficilmente sostenibile».
Gelli ricorda che due mesi fa «abbiamo presentato una interrogazione al ministro dell'Interno Alfano per chiedere lumi circa l’esclusione di Pisa dalle città che hanno ottenuto rinforzi tra le forze di polizia. Cosa deve succedere per avere una risposta e ottenere un aiuto non più prorogabile?».
Pietro Barghigiani
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