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Ferrara e i bimbi a cui è stato rubato il futuro in un attimo

PISA. Lo sgombero e la demolizione della Bigattiera sono rimasti di traverso a Ilaria Ferrara, responsabile Scuola del coordinamento di Sel Pisa. L’esponente della sinistra pisana chiama in causa l’as...

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PISA. Lo sgombero e la demolizione della Bigattiera sono rimasti di traverso a Ilaria Ferrara, responsabile Scuola del coordinamento di Sel Pisa. L’esponente della sinistra pisana chiama in causa l’assessore comunale al sociale Sandra Capuzzi e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

«Per fare il bene delle bambine e dei bambini rom del campo della Bigattiera – dice Ferrara – il Comune di Pisa ha fatto abbattere, sotto i loro occhi, l'unico tetto che avevano sulla testa. Sempre preoccupandosi del loro bene aveva tolto già da tre anni acqua corrente, luce e scuolabus a quelle giovani persone. "Nell'interesse dei minori", come dice di aver agito l'assessora al sociale Capuzzi, a anno scolastico appena cominciato, questi minori sono stati messi nell'impossibilità di continuare a frequentare le classi in cui erano inseriti: è stato interrotto, per volontà dell'amministrazione guidata dal sindaco Filippeschi, un faticoso ma anche fruttuoso percorso di inclusione messo in atto in questi anni dalle insegnanti "di frontiera" di Marina di Pisa e da molte persone di buona volontà. Questi sono i fatti, semplici e violenti».

Secondo Ferrara, le "ruspe democratiche" chiamate a abbattere il degrado lo hanno solo aggravato e spostato un po' più in là. «La famiglia con sette bambini, la maggiore in terza media, dalle sue tre stanze di muratura è finita – sostiene la rappresentante di Sel – in una roulotte a Coltano. In questa settimana abbiamo visto all'opera, insieme alle ruspe, una bella serie di approssimazioni, improvvisazioni, violazioni dei diritti internazionali e delle norme europee, dichiarazioni contraddittorie se non menzognere, scaricabarile, chiacchiere da bar e silenzi pesanti. Su questo passato prossimo, su tutta l'operazione e su tutto ciò che l'ha preceduta, il governatore della Toscana Rossi ha l'obbligo di chiedere un chiarimento politico, dal momento che ha preso le difese d'ufficio degli amministratori pisani. Deve anche chiedere conto, e noi con lui, dell'immediato futuro di questi minori cui si è fatto del bene, a partire dall'iscrizione in nuove scuole. Rossi deve domandarsi (noi la risposta ce l'abbiamo già) se chi ha gestito questa operazione sia ancora in grado di gestirne le conseguenze».

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