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Pisa

Uova contro la sede della Provincia

Uova contro la sede della Provincia

La protesta degli studenti medi per la “Buona scuola” travolge la politica del territorio

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PISA.

È iniziato con una manifestazione che ha attraversato il centro cittadino l'autunno caldo degli studenti pisani. Dietro lo striscione “La buona scuola la conosciamo, i vostri ricatti non li accettiamo”, una cinquantina di studenti medi è scesa in strada per protestare contro la “Buona scuola” del governo Renzi, ma anche contro il caro trasporti e le precarie condizioni strutturali degli edifici scolastici. A finire nel mirino dei manifestanti il Pd e le istituzioni locali, la Provincia in particolare, la cui sede di piazza Vittorio è stata colpita da un fitto lancio di uova. Dopo il concentramento in piazza Sant'Antonio, la manifestazione, che si è svolta nella giornata di mobilitazione nazionale indetta per contestare la riforma della scuola varata pochi mesi fa, ha attraversato parte del centro storico per poi sciogliersi nella piazza di partenza. «Per complicanze tecniche, risulta molto difficile applicare la legge approvata dal governo Renzi e noi cercheremo di renderla sempre più complicata», promettono i manifestanti, rilanciando la mobilitazione per il prossimo 9 ottobre, quando studenti medi e universitari scenderanno in piazza dando il via ad una settimana di proteste e manifestazioni.

«Noi non ci stiamo – aggiungono - e ogni qual volta ci sia una piazza che vuole esprimere un no, saremo in strada a manifestare, per dare un segnale chiaro a chi vuole questa scuola e per ribadire che sono ancora tanti a non voler chinare la testa di fronte alla violenza con la quale il governo vuole imporci questa riforma». Dopo aver attraversato viale Bonaini, il corteo, sorvegliato a distanza da un nutrito contingente di forze dell'ordine in assetto antisommossa, ha raggiunto la sede provinciale del Pd pisano in via Fratti, partito ritenuto “colpevole” di una riforma che secondo gli studenti trasforma la scuola in un «luogo di alienazione, frustrazione e sfruttamento». Davanti alla sede dei democratici, i manifestanti hanno lasciato manifesti e volantini riportanti le maggiori criticità della riforma scolastica e le rivendicazioni degli studenti. La tappa successiva del corteo è stata la sede del provveditorato, davanti alla quale è stato affisso uno striscione per ribadire la contrarietà ai test Invalsi e alle commissioni di valutazione dei docenti. (d.r.)

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