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UNA SFORBICIATA DA 40 EURO AD ABITANTE

Troppi tagli, Calci chiede aiuto al Capo dello Stato

Troppi tagli, Calci chiede aiuto al Capo dello Stato

CALCI. Calci, 6500 abitanti circa, come comune rischia di scomparire. Per questo viene lanciato un sos al Presidente della Repubblica. «Non ce la facciamo più. Siamo schiacciati da una palese...

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CALCI. Calci, 6500 abitanti circa, come comune rischia di scomparire. Per questo viene lanciato un sos al Presidente della Repubblica.

«Non ce la facciamo più. Siamo schiacciati da una palese ingiustizia. Colpa dello Stato centrale che, se anche verso gli altri enti locali attua la politica dei tagli, con Calci l’esecutivo centrale si comporta in misura negativa, che di più non si può …».

Massimiliano Ghimenti, sindaco della Vallegraziosa, dice alto e forte l’urgenza-emergenza di un intervento di fronte ad una situazione pressoché insostenibile.

«Non si riesce a capire – argomenta Ghimenti – la ragione per cui Calci sia tanto penalizzata nei trasferimenti economici statali. Proprio non siamo in grado di dare e trovare un perché. Le difficoltà sono insormontabili. Si pensa all’avvento di un eventuale commissario? Ma poi?», si chiede il sindaco, che esterna tutta l’amarezza ed esprime l’angoscia.

Sentimenti che sono condivisi dall’intera giunta, e poi riguardano l’intera comunità. Nel corso di una conferenza stampa è stato messo il dito sulla piaga, presenti il vicesindaco Valentina Ricotta e gli assessori Stefano Tordella e Annachiara Galotta.

Tutti hanno portato pietre al muro del pianto. Dietro le parole, il linguaggio eloquente e i numeri.

Dai dati, riferiti all’entità dei trasferimenti statali ai comuni, emergono delle profonde differenze, anche tra territorio contigui.

Storicamente i trasferimenti verso Calci erano inferiori alla media nazionale regionale, 102 euro per abitante contro i 207 della media.

La riduzione dei trasferimenti ha pressoché azzerato il contributo per la Vallegraziosa con conseguenze che si ripercuotono nella possibilità di erogare servizi ed effettuare spese per investimenti.

«A tale ingiustizia storica - ha rilevato Tordella – per effetto delle nuove normative, e in modo particolare per le modalità di costituzione del “fondo di solidarietà” in entrata e in uscita, per il nostro comune la situazione si è ulteriormente, drammaticamente aggravata, senza che venissero concessi strumenti per colmare le carenze.

In conclusione, Calci nel 2015 riceverà poco più di 55mila euro di trasferimenti statali, dei quali circa 7600 euro in entrata dal “fondo di solidarietà” (nel 2014 erano stati oltre 127mila euro), mentre potrà contribuire allo stesso fondo per 433.800 euro».

Il sindaco è sceso nello specifico: «Dal confronto dell’entità dei valori di ridistribuzione ci siamo imbattuti in differenze abnormi e per noi incomprensibili. Basti considerare la tabella di confronto con quanto succede agli altri comuni limitrofi. Per ogni abitante Calci nel 2015 riceverà 1,17 euro dal “fondo di solidarietà” contro i 41,58 euro della media procapite della provincia di Pisa, ancora più penalizzante il confronto con i comuni del monte pisano e dell’area pisana (Pisa, Cascina, San Giuliano, Vecchiano, Vicopisano e Calci) con la quale sosteniamo politiche comuni sui servizi socio-sanitari, scuola, pianificazione urbanistica, protezione civile e antincendio boschivo, ripartendo i costi sulla base del numero degli abitanti. Una situazione ulteriormente peggiorata da ulteriori meccanismi di finanza pubblica assurdi come l’impedimento imposto di fatto dal Patto di stabilità».

Ecco l'invito ultimatum con la richiesta di aiuto al Presidente Sergio Mattarella per sapere «se ciò che penalizza Calci sia frutto di un errore storico o se piuttosto si tratti di scelte politiche attuali e consapevoli».

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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