Il Tirreno

Pisa

Pd, una svolta tra primarie e il rilancio dei circoli

di Carlo Venturini
Pd, una svolta tra primarie e il rilancio dei circoli

Incontro con il ministro della giustizia Orlando nell’ex convento dei Cappuccini Al suo arrivo manifestazione di protesta del movimento Prendocasa sugli sfratti

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PISA. «Giovanni Viale coniuga storia e modernità del Pd e quindi è il nome che mi sento di proporre come segretario cittadino», ha detto il consigliere regionale Antonio Mazzeo poco prima di entrare nella sala strapiena di militanti del partito nell’ex convento dei Cappuccini. L’incontro era intitolato “Rifare l’Italia-Costruire il Pd” e ha visto la partecipazione del ministro della giustizia Andrea Orlando. Il tema non affrontato pubblicamente era quello dello stand by da ben sei mesi sulla nomina del segretario cittadino del Pd dopo che Andrea Ferrante è diventato assessore al Comune. Mazzeo è l’unico che cala un nome sul tavolo, ma aggiunge: «Il Pd deve superare l’organizzazione fordista, ci vuole un nuovo contenitore e si inizierà già oggi a costruire un albo delle primarie su Pisa. È finito il tempo delle meline, da oggi si consulta il gruppo dirigente. Io sostengo Viale perché tiene insieme storia ed innovazione. E non vedo alcuna incompatibilità dei ruoli, non c’è a livello statutario, ci può essere a livello politico o di opportunità, ma chi lo usa vuol dire che non ha altri argomenti». Mazzeo si riferisce al fatto che Viale di fatto “diriga” già la Provincia.

Il consigliere regionale Alessandra Nardini non fa nomi su Pisa, ci va cauta: «Il Pd nasce per conciliare le diversità. Le correnti non sono piaghe, il Pd deve tornare a parlare con la gente. Gli iscritti devono partecipare e ci vogliono risorse economiche per i circoli». Per il segretario «non è tanto importante un nome quanto il metodo con cui si arriva a quel nome che deve avere una larga condivisione». Ritornando ai circoli, a cui Nardini tiene particolarmente, il consigliere conclude: «Si potrebbe prendere come modello da esportare l’esperienza del Pd romano che sta facendo la mappatura dei circoli territoriali».

Filippeschi viene solleticato dalla domanda della moderatrice dell’incontro Silvia Velo che chiede al primo cittadino: «Ma un sindaco ha bisogno di un partito?». Filippeschi: «Sì, decisamente. Il sindaco ha bisogno di un partito, un partito forte e non è una cosa scontata. Ho votato Renzi dopo aver votato Bersani. Avevo seri dubbi sulle primarie e su come Renzi avrebbe costruito il partito, ma poi lo stesso Renzi ha detto che serve un partito radicato e strutturato, si è lavorato su una legge sui partiti con discussioni serie per dare regole serie. Secondo voi il M5S è un partito democratico? La partecipazione democratica si fa con i meet up? Guardate questa sala come è piena, questa è partecipazione».

Alessio Lari, segretario provinciale, prende la parola: «Quando si dice che si riparte, si fa un punto e si va a capo. Si parte però dal Pd. A Buti, durante una riunione con gli iscritti mi dissero che ci vorrà tempo per fare un nuovo partito strutturato, ma ora siamo arrivati allo snodo. Il Pd deve sapere intercettare il cambiamento. Deve rimanere gerarchicamente verticale, ma ha bisogno di una nuova orizzontalità. Bisogna riportare le persone dentro le dinamiche del partito». E di tenuta democratica, però dell’intero Paese, ha parlato anche Orlando che ha auspicato che «la riforma del Senato sia occasione per una democrazia che parta dal basso».

Ad attendere il ministro c’erano anche attivisti del movimento Prendocasa che hanno protestato «per uno sfratto eseguito con la forza pubblica ai danni di Nicoletta, di suo fratello e dei suoi quattro figli». Secondo il movimento l’esecuzione dello sfratto «è stata fatta violando l’ordinanza del prefetto sulla sospensione degli sfratti per morosità incolpevole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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