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Gli occhi degli Emirati sul porto di Marina
Incontro ufficiale con l’ambasciatore in Italia nella struttura di Boccadarno «Confermo l’interesse verso questa città, arriveranno nostri uomini d’affari»
MARINA. «Ma qui gli yacht possono entrare?». Il traduttore riporta la domanda di Saqer Nasser Ahmed Abdullah Alraisi, ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, che sta osservando con attenzione il plastico del porto di Boccadarno dentro la saletta del Fuorionda, mentre fuori le barche ormeggiate oscillano sotto il vento e la pioggia. E’ arrivato a sirene spiegate, mentre le guardie del corpo si aggirano nei dintorni. «Sì, fino a cinquanta metri», gli risponde Simone Tempesti, amministratore delegato della Boccadarno Spa.
Si apre così un negoziato lungo tre ore, con l’obiettivo di capire se fiumi di petrodollari potranno arrivare sul territorio. Non solo a sostegno del porto, che ha ancora metà del suo progetto originario da completare («posso confermare l’interesse particolare verso questa città e questa regione», dirà l’ambasciatore»). L’incontro, tra convenevoli e abboccamenti diretti, coinvolge direttamente anche Toscana Aeroporti, con l’amministratore delegato Gina Giani; e il Parco di San Rossore, con il presidente Fabrizio Manfredi, e l’Alfea, con il presidente Cosimo Bracci Torsi. Proprio l’Alfea, ospitando nell’agosto scorso l’emiro di Dubai e il suo entourage per l’Endurance, aveva aperto la strada. «Sono rimasti incantati», svela Abdullah Alraisi.
E’ un filmato di pochi minuti che racchiude le immagini migliori di Pisa ad aprire l’incontro. «E sono tutte vere», sottolinea il sindaco Marco Filippeschi strappando un sorriso all’ambasciatore. I saluti della città vengono portati dal prefetto vicario Valerio Romeo, in prima fila altre autorità civili e militari. La visita è stata organizzata dal referente dell’Ambasciata, Piero Landi, e dal gruppo di professionisti Audere, rappresentato dallo studio legale Giani Moscardini.
Presentando il progetto del porto turistico, Tempesti ricorda soprattutto i passi ancora da compiere: il piano di recupero immobiliare e anche il completamento delle strutture dello Yacht Center, con annesso centro benessere e ristorante. «Auspichiamo di vederlo presto realizzato - dice l’ad della Boccadarno - e per questo ci rivolgiamo ad investitori ambiziosi; questa è una visita strategica, frutto di un importante lavoro preparatorio, che dimostra il potenziale interesse dei Paesi più lungimiranti del Golfo Persico ad investire nel nostro Paese, specialmente nel campo del leisure e del turismo di qualità». Mentre Abdullah Alraisi guarda ancora il plastico del porto, Filippeschi gli fa presente che «qui le decisioni politiche si traducono rapidamente in fatti», e l’ambasciatore gli mette amichevolmente la mano sulla spalla.
Allora il sindaco spinge sull’acceleratore: «Ho l’impressione che l’incontro di oggi potremmo ricordarcelo negli anni a venire. Anche in città e nel resto del litorale ci sono opportunità interessanti di crescita». L’ambasciatore prende l’impegno a «rappresentare le sensazioni di questa giornata» ai possibili investitori (istituzionali e privati) del suo Paese. Infine, il pranzo. Ma prima, dall’ambasciatore, l’impegno a programmare «incontri a Pisa con i nostri uomini d’affari, d’altra parte anche noi siamo gente di mare e di cavalli».
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