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«Senza defibrillatori è a rischio la vita di almeno 150 pisani»
Posticipato di un anno l’obbligo di dotare dello strumento i luoghi dove si fa sport. L’allarme del cardiologo Cecchini
PISA. «Nel prossimo anno circa 150 pisani potrebbero andare incontro a morte improvvisa». Una strage annunciata su cui pesa, secondo il cardiologo Maurizio Cecchini, la decisione della Regione Toscana di posticipare di un anno l'entrata in vigore dell'obbligo di dotare di defibrillatori semiautomatici (Dae) tutti i luoghi dove si pratica sport.
«Sono indignato», esclama senza troppi giri di parole il cardiologo che da anni porta avanti una battaglia per la diffusione dello strumento salvavita. Mercoledì scorso, a poche ore dall'entrata in vigore della nuova normativa regionale che determinava l'obbligo di presenza di un Dae nei luoghi adibiti a pratica sportiva (obbligo inizialmente fissato per lo scorso gennaio e poi prorogato all'1 ottobre) la commissione sanità del Consiglio toscano, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), ha approvato una modifica alla normativa, spostando di un anno il termine per l'adeguamento. Decine di associazioni, enti e società sportive pisane erano già corse ai ripari, ma tante altre, per un altro anno, resteranno prive dell'apparecchiatura che ha contribuito a salvare la vita a molti sportivi. La commissione si è espressa a maggioranza, con il solo voto contrario della Lega Nord. E mentre il presidente della commissione esulta («Ringrazio gli uffici per aver lavorato con impegno e solerzia alla mia richiesta di stesura di una nuova legge sulla diffusione dei defibrillatori semiautomatici», ha commentato Scaramelli), Cecchini urla allo scandalo.
«Questa proroga comporterà la morte statisticamente prevedibile di circa 100 persone toscane sui campetti di calcio, nelle palestre, nelle piscine – accusa lo specialista in cardiologia -. Ogni anno muore di morte improvvisa un abitante su 1.000. Negli ultimi sei anni in Italia sono morti sui campi sportivi 592 ragazzi sotto i 18 anni. Uno ogni tre giorni. In Toscana sono a rischio 3.600 persone nel prossimo anno; di questi almeno un centinaio facendo sport». A Pisa - dove il Comune solo mercoledì scorso ha chiesto alle società sportive che hanno in concessione l'uso di impianti comunali di confermare entro la stessa giornata la presenza di un Dae - secondo le statistiche circa 150 persone potrebbero andare incontro a morte improvvisa. Di queste, un terzo praticando sport. Il 50% potrebbe essere salvato con l'uso di un defibrillatore.
Secondo la Regione, un passaggio importante della nuova normativa è la semplificazione burocratica. La legge non prevede per i gestori produzione e invio di documentazione, ma solo la tenuta, presso l'impianto, del fascicolo contenente il materiale relativo al defibrillatore. «Vergogna – accusa Cecchini rivolgendosi ai componenti della commissione regionale -. Con scellerata disinvoltura avete rinviato di un anno l'obbligo della macchine salvavita nella nostra regione. La vostra ottusità non è solo politica, ma anche etica perché mettete a rischio anche la vita dei vostri figli».
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