Il presidio
«Bravo sindaco, era ora: vince la nostra coerenza»
Salvini: tornerò in città, ora siamo pronti a conquistare il governo regionale
PISA. «Le ruspe? Era l’ora». Non si fa pregare Matteo Salvini. E neppure si offende. No, lui non è geloso dei suoi format. «Ben vengano i sindaci Pd che usano le ruspe», l’importante è che si affermino le idee del Carroccio, dice il leader della Lega. Che rilancia anche sulla Toscana. Il 20% conquistato alle regionali con Claudio Borghi al comando delle truppe verdi è solo l’inizio. «Io punto a governare, in regione e nelle città». Perché se «è caduto il muro di Berlino - è convinto - può cadere anche quello di Pisa».
Salvini, lei evoca le ruspe e i sindaci del Pd le mettono in moto. Un po’ le rode?
«Sono contento. A furia di coerenza e battaglie costringiamo a ripristinare ordine e sicurezza pure ai sindaci di sinistra. Quello di Pisa non è il primo caso, altri sindaci, in altre parti d'Italia lo avevano fatto prima».
Il Pd è all'inseguimento?
«No, spero che la smettano di essere ipocriti. Non sono geloso delle mie battaglie. Se fanno quello che noi chiediamo, per me è un successo. Se domani Renzi cambiasse la legge Fornero, non direi che cattivo mi insegue e mi copia, ne sarei orgoglioso. Se anche a Milano, Torino e Bologna i sindaci del Pd sgomberassero i campi abusivi per me sarebbe un successo».
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Il sindaco di Pisa però, seppure in extremis e sotto la spinta delle polemiche della sinistra, ha trovato alloggi anche per dei clandestini.
«Questo non esiste, nel senso che non si tratta di sgomberare l'abusivo e in cambio garantirgli quello che non garantisci neanche a un pisano. Ne condivido la prima parte dell'azione, del ripristino della legalità, però se questo significa che devo trovare delle scorciatoie per venire incontro a gente che non merita scorciatoie, la toppa è peggio del buco».
Fra gli occupanti c'erano anche molti bambini però.
«Non conosco il caso specifico di Pisa, ma spesso e volentieri i bambini dovrebbero essere sottratti a genitori indegni che crescono ed educano i figli all'illegalità. Questa è la situazione di molti campi rom: mi domando dove sono i tribunali e le assistenti sociali visto che i bimbi spesso sono usati da genitori senza scrupoli».
Nei giorni scorsi, sui social, ha parlato di Pisa come una delle città più insicure d’Italia. Non è un po’ troppo?
«Leggo le cronache locali ogni giorno. E l’immagine che ne ho avuta è che Pisa non è più come la ricordavo».
A cosa si riferisce in particolare?
«Non alla movida. Mi ricordo di aver letto di episodi di violenza, risse, accoltellamenti, minacce a tutori dell'ordine da parte di abusivi. Mi sembra che si stia perdendo il controllo».
Qualche tempo fa ci fu un assalto con una molotov a una vecchia sede della Lega. Fu una persona che si fece passare per anarchico ma poi venne fuori che aveva problemi psichici.
«Ricordo. Era una persona arrivata a Pisa in trasferta dal Piemonte. Aveva pure sbagliato indirizzo. Quell'episodio non mi provocò una sensazione di paura. Sicuramente c'è una certa sinistra estrema che quando la vedo all'opera a Bologna in vista della manifestazione dell'8 novembre, siccome ha idee poche e confuse, usa una certa violenza. Ma non ci fermeranno né la molotov di Pisa né le minacce di Bologna. A Pisa tornerò presto, anche in centro, visto che l'altra volta per motivi di ordine pubblico avevamo dovuto fare un incontro al di fuori del centro».
Quando verrà a Pisa: ha già programmato una visita?
«Sto concordando la data: entro ottobre».
Ha realizzato che questa è la Toscana: una regione dove qualche anno fa uno sgombero con ruspe e forza pubblica e così contestato tra le sinistre, non sarebbe avvenuto?
«Beh, non avrebbe mai preso il 20 per cento dei voti il candidato a presidente della Regione della Lega. La Toscana è la realtà dove stiamo crescendo di più. Se questo costringe anche gli amministratori del centrosinistra a fare cose normali, ben venga».
A cosa puntate voi della Lega in Toscana?
«A governare. Al prossimo giro, tra cinque anni. A governare».
Ma va...
«Come no? È caduto il muro di Berlino, può cadere quello di Pisa. Non c'è niente di immutabile anche perché i danni fatti mi sembrano ingenti».
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