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Pisa

Al Frantoio si festeggia l’olio novo

Al Frantoio si festeggia l’olio novo

La frangitura al via da oggi. L’annata si prospetta buona, per qualità e quantità

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CALCI. Da oggi le gramole estraggono quello che per secoli è stato considerato “l’oro liquido” del monte e lungomonte pisano, ritenuto un’eccellenza non solo a livello italiano. Il Frantoio sociale, che in forma cooperativa conta ben 500 utenti, è pronto a festeggiare l’olio nuovo. Si prospetta una campagna olearia di buon livello sia per la qualità che per la quantità della produzione. «Negli ultimi due anni non c’eravamo più abituati – dice Maria Caterina da Cascina, il presidente del Frantoio – l’olio è un prodotto legato a molti fattori ambientali. Nelle ultime due stagioni la produzione è risultata a dir poco deludente. La bizzarria del clima e gli alti costi di gestione gravano su tutti i poderi, tanto che si è registrato il progressivo abbandono degli uliveti e di conseguenza si è ridotta la materia prima del Frantoio. Senza andare tanto indietro nel tempo, nell’annata nera del 2014 il nostro frantoio ha registrato un 80% in meno di produzione con una qualità al limite dell’extra».

Il pensiero va alle tantissime famiglie che per decenni traevano reddito dall’unica fonte di ricchezza sul territorio votato all’olivicoltura. Il frantoio sociale, sfidando anche le crisi, è riuscito e continua a rappresentare un punto di riferimento e riesce a programmare un futuro. «È indispensabile saper affrontare le sfide, rinnovarsi e riportare entusiasmo verso tutti gli attori della filiera – è ancora il presidente Maria Caterina che parla – l’extravergine non nasce in bottiglia, ma è il frutto di una pianta che deve essere curata continuamente».

Dal Frantoio sociale oggi nascono numerosi segnale positivi ed opportunità come l’innovativo sistema di tracciabilità e valorizzazione della carta d’identità dell’olio extravergine d’oliva. Esiste un collegamento con il mondo della ricerca, il Cnr. In questo ambito si è saputo rispondere alle nuove richieste europee in campo agricolo. In pratica vengono premiati i produttori che sviluppano la collaborazione e si muovono in maniera associata. E qui siamo davvero all’avanguardia quanto a strutture di democrazia economica con larga partecipazione dei soci alle scelte strategiche operative. Ecco l’opportunità di affacciarsi sul mercato con maggiore potere contrattuale, tutelando fra l’altro l’ambiente e la salute dei consumatori. Di contorno corsi e seminari per la diffusione delle buone pratiche della coltura dell’olio. Qua il punto di forza nella rete fra Calci, San Giuliano, Vecchiano, Vicopisano e Buti.

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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