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Aeroporti, senza fusione il Galilei in difficoltà
Audizione di Roberto Naldi (Corporacion) nella conferenza dei capigruppo Bando per il terminal passeggeri, contatti per nuovi voli su Mosca e Doha
PISA. La fusione tra Pisa e Firenze è stata la salvezza del Galilei. E’ la ferma convinzione di Toscana Aeroporti, e del socio di maggioranza Corporacion America, ribadita anche ieri in Comune, nella conferenza dei capigruppo, da Roberto Naldi, vicepresidente di Toscana Aeroporti. All’ordine del giorno i piani d’investimento sull’aeroporto di Pisa nello sviluppo del sistema toscano. Un confronto che, come dice il presidente del consiglio comunale Ranieri Del Torto, è importante per la città e che potrà essere in qualche modo cadenzato.
La conferenza. Porte chiuse, come vuole il regolamento. Ma i paletti del ragionamento di Toscana Aeroporti/Corporacion sono noti: chi osteggia la nuova pista di Firenze è a favore della crescita di Bologna e contro Pisa. Tutto ruota attorno al piano nazionale degli aeroporti che, nei fatti, ha legittimato il sistema aeroportuale. «Già oggi Bologna si vende come Bologna/Firenze. E Pisa oggi ha l’opportunità di vendersi come Pisa/Firenze», si fa notare nell’ambiente. Senza fusione, questo l’approdo del ragionamento, ci avrebbe rimesso soprattutto Pisa di fronte alla crescita di Bologna e ad una concorrenza con Firenze. Riguardo ai principali investimenti sul Galilei, in primo piano i 60 milioni di euro per l’ampliamento del terminal, dopo l’accelerazione data da Corporacion, che porterà ad un significativo miglioramento dei servizi offerti ai passeggeri. Riguardo ai nuovi voli, proseguono i contatti per collegamenti con Mosca e Doha (Qatar).
Fusione e Bologna. Sull’idea lanciata da Vito Riggio, presidente di Enac, su una possibile fusione tra la società di gestione degli aeroporti toscani e quella di Bologna, dice la sua il deputato Paolo Fontanelli (Pd) intervenendo sul suo blog. Fontanelli si pone due domande: la prima è perché Riggio parla ora «e non quando è stato definito, pochi mesi fa, il piano nazionale sugli aeroporti? La seconda è perché proprio Riggio che è stato un sostenitore a tutto tondo della fusione e della nuova pista di 2400 metri?». Il deputato riporta una «congettura» riportata da un giornale nazionale che «si basa su alcuni presupposti, il primo dei quali è che gli aeroporti toscani non saranno comunque in grado di far fronte alle previsioni di crescita di traffico passeggeri per i prossimi anni, e il secondo sta nella complessità tecnica e finanziaria della nuova pista a Peretola». Poiché, aggiunge, «il quadro delle risorse pubbliche è quello che è, può darsi che i dubbi di Enac, e forse anche del socio di maggioranza, possano aver aperto la strada all’ipotesi dell’integrazione con Bologna, che non sarebbe più il “pericoloso concorrente per la Toscana” finora descritto, ma diventerebbe l’alleato per realizzare un sistema all’altezza della sfida della crescita senza investire enormi risorse». Le conclusioni di Fontanelli: «Non so dire se questa ipotesi sia vera, però avrebbe senso, anche nella logica di evitare lo spreco di risorse pubbliche e di rispettare la salvaguardia del suolo e dell’ambiente. E, da un certo punto di vista, rassicurerebbe Pisa sul rischio che in un contesto di ampia e frammentata concorrenza le compagnie spingano più su Firenze che non sul Galilei».
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