«Da Palazzo Gambacorti nessuno ci ha mai chiamato»
PISA. «Ancora una volta abbiamo dovuto apprendere dai giornali quale sarà il nostro destino. Nessuno da Palazzo Gambacorti ha mai avuto il coraggio di chiamarci per dire cosa intendeva fare». Questo...
PISA. «Ancora una volta abbiamo dovuto apprendere dai giornali quale sarà il nostro destino. Nessuno da Palazzo Gambacorti ha mai avuto il coraggio di chiamarci per dire cosa intendeva fare». Questo il commento dei bancarellai di piazza dei Miracoli dopo le due notizie relative alla nuova proroga del cantiere e al documento in cui si è messo nero su bianco il loro allontanamento definitivo dalla piazza. Giovedì sera gli ambulanti si erano ritrovati per una assemblea in vista del 30 settembre, giorno in cui la proroga dei lavori sarebbe scaduta. «Tutto sembra ormai già deciso – tuona il responsabile area pisana di Confesercenti Giulio Garzella –. In tutti questi mesi il sindaco o l’assessore al commercio non hanno mai avuto l’accortezza di incontrare gli operatori. Eravamo rimasti alle parole del primo cittadino che garantiva di non voler modificare il piano del commercio su aree pubbliche. Promesse che ci aspettavamo fossero mantenute e non invece aggirate attribuendo ad altri responsabilità che sono solo ed esclusivamente dell’amministrazione comunale. Tutto preparato in sordina – conclude Garzella – senza possibilità di replica».
Aggiunge Gianmarco Boni, presidente del consorzio Pisa dei Miracoli: «Il Comune non ha alcun rispetto delle nostre famiglie. Quando pensa di informarci sul nostro futuro? Ha idea di cosa deve fare nel caso non ci sia più consentito di rientrare in piazza dei Miracoli? Ha idea della necessità di concertare una sede alternativa uguale?». La conclusione di Garzella: «Abbiamo ancora una piccola speranza che la Regione convochi i soggetti coinvolti, prima che il governatore Rossi firmi definitivamente l’atto. Sul tavolo c’è sempre la nostra proposta dei Trovatelli e del rientro in piazza con tutti i vincoli che vuole il Comune. Speranza che pare, purtroppo, labile ma non impossibile».
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