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Sotto la Torre i vigili agli ordini del questore
Un’ordinanza toglie autonomia alla Polizia Municipale Palazzo Gambacorti trema: «Così ci commissariano»
PISA. Nel cuore storico e turistico della città, all’ombra della Torre e della sua ricchezza culturale ed economica, il Comune di Pisa è stato esautorato. Nella lotta all’abusivismo, a furti e scippi, nel controllo della viabilità e degli accessi al suo gioiello urbanistico e monumentale, l’amministrazione Filippeschi non ha più le redini. «Ci stanno commissariando», mugugnano a Palazzo Gambacorti. E in fibrillazione da ieri ci sono molti dei Dem cittadini. Dal 18 settembre scorso c’è un documento ufficiale che sembra certificare un avvicendamento di poteri, un’ordinanza del questore che regola le operazioni di sorveglianza in Piazza dei Miracoli. A prima vista, una delle tante varate in questi anni; in realtà il provvedimento sancisce un passaggio di consegne denso di significati politici. Perché rispetto al passato introduce una novità: a coordinare il lavoro delle squadre dei vigili non sarà più il comando di Polizia Municipale, ma un maresciallo o un ispettore che si daranno il cambio alla guida delle operazioni a giorni alterni.
Da sempre, per qualsiasi attività compiuta nel rettangolo del Duomo, militari dell’Arma, poliziotti, finanzieri, Esercito e vigili devono render conto al questore a fine giornata. Ma sul campo ognuno poteva muoversi in autonomia. Soprattutto potevano farlo gli agenti comunali. Sul campo, invece, adesso i vigili dovranno rispondere alle indicazioni delle forze dell’ordine. «Il capo pattuglia della polizia di stato e dei carabinieri dovrà coordinare - è la precisazione inserita nell’ordinanza - l’operato delle forze operanti in Piazza dei Miracoli», fra cui «la pattuglie delle forze armate (3 unità) e della Polizia Municipale (4 unità)». «È una normale ordinanza che regola le strategie di controllo della sicurezza e dell’ordine pubblico in Piazza dei Miracoli - dice il questore Alberto Francini - semplicemente per migliorare il servizio abbiamo pensato di introdurre la figura di un coordinatore. Niente di strano». Anzi, il questore, dopo essersi consultato con il prefetto Attilio Visconti, sta già pensando a una misura da applicare in futuro: «C’è l’idea di suddividere Piazza dei Miracoli in quattro quadranti per poter organizzare meglio la sorveglianza». Nessuna invasione di campo, insomma. Eppure c’è chi quell’ordinanza l’ha già letta come una sovrapposizione. Per ora gli unici ad uscire allo scoperto sono stati i Cobas, e l’hanno presa malissimo. I sinsacalisti parlano di un provvedimento che «svilisce ruoli e competenze» della polizia Municipale, che sovraccarica i vigili di lavoro e li priva dell’«indennità ordine pubblico»: fuori dal burocratese, un surplus sullo stipendio assegnato alla forze di polizia per speciali compiti di sicurezza. Quello del sindacato di base è un affondo contro il prefetto e il questore, ma anche contro il sindaco Marco Filippeschi, ritenuto il fautore di «una politica delle ordinanze che palesa limiti evidenti». «Otto vigili suddivisi su due turni dovrebbero controllare di tutto e di più - scrivono nella nota - dalla sosta ai venditori e alle guide abusive senza dimenticare il traffico e la ztl. Più che agenti servirebbe Harry Potter». Ma l’attacco punta dritto alla rivendicazione dell’indennità: «Il sindaco se ha letto questa ordinanza, cosa risponde? Solo silenzio. L’amministrazione ha dormito mesi sulla nomina del comandante, quindi non ci meravigliamo che non sappia difendere la Polizia Municipale». È da giugno che ai vigili è stata ridotta l’integrazione. «Lo abbiamo fatto perché la legge è chiara - dice il questore Francini - l’indennità è prevista solo per le forze di polizia dello Stato, fra le quali non rientrano i vigili, che possono goderne solo in casi eccezionali, come la visita del Papa o del presidente della Repubblica. A Pisa questa indennità veniva distribuita a pioggia, un’anomalia per cui ci ha richiamato il ministero dell’Interno invitandoci ad una maggiore oculatezza. Ecco perché l’abbiamo tagliata».
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