Pochi soldi per i controlli luoghi di culto sbarrati
Don Osvaldo Valota durante la messa: «È a rischio l’apertura continua al pubblico La scarsa sorveglianza favorisce i furti come quello di fine agosto a San Francesco»
VOLTERRA. Chiese chiuse per mancanza di sorveglianza. È il rischio che corre Volterra, vista la mancanza di fondi a disposizione della diocesi per controllare che non venga rubato niente. L’ultimo furto, quello nella chiesa di San Francesco, alla fine di agosto, ha tolto il coperchio a un problema non più rinviabile. «Dovremo parlare della situazione all’interno della diocesi - ha spiegato il parroco della cattedrale volterrana, don Osvaldo Valota - perché senza volontari che prestino la loro opera in maniera gratuita non potremo più tenere aperte le chiese tutto il giorno com’è avvenuto finora».
Nella città etrusca di chiese ce ne sono dodici. E tutte, nessuna esclusa, nel tempo ha sempre subito piccoli e grandi furti. L’ultimo, come detto, risale al 31 agosto. Sono spariti corone e crocifissi risalenti al 1800. Ed è stata rotta una teca messa a protezione della Madonna con bambino, un quadro del 1400 dipinto da un anonimo fiorentino. «Sì - ammette don Osvaldo - quello è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché a Volterra ormai la situazione è fuori controllo. Siamo stati costretti a togliere candelabri e vari oggetti che servono a ornare le chiese. Restano solo le cassette per le offerte che sono blindate. Ma anche quelle, ogni tanto, finiscono sotto l’attacco dei ladri. L’anno scorso ci fu il furto proprio a una di queste cassette. I carabinieri hanno poi preso i colpevoli. Ma è evidente che siamo di fronte a un problema che non è più rinviabile».
Il parroco ha spiegato questa situazione ai fedeli durante la messa di domenica suscitando un po’ di agitazione nella comunità. Nelle prossime settimane la questione sarà affrontata all’interno della diocesi di Volterra. Ma il dato di fatto è quello annunciato da don Valota. Ma non sembra trattarsi di un problema essenzialmente economico. Certo, la sorveglianza sarebbe un lavoro che va pagato e soldi da investire in questo genere di attività non sembrano essercene. Il problema, però, si riferisce maggiormente all’alto rischio di furti e furtarelli che vengono messi a segno nelle chiese della città. Il contesto, d’altra parte, è particolare, specie durante l’estate. Volterra, tra maggio e settembre è letteralmente presa d’assalto dai turisti che visitano anche i luoghi sacri. La mancanza di sorveglianza, però, rende questi luoghi indifesi davanti a chi ha intenzione di sottrarre oggetti di valore.
La soluzione, quindi, dovrebbe essere quella di ridurre l’orario di apertura se non sarà trovata una soluzione economica al problema. Una decisione piuttosto drastica che impoverirebbe l’offerta culturale di Volterra. Ma inevitabile, considerata la difficoltà ad arginare questa piaga che, in passato e recentemente, ha provocato numerosi danni. «Credo che non potremo fare altrimenti - ha sottolineato il sacerdote - Ma non è ancora detta l’ultima parola sulla riduzione dell’orario. Dal confronto tra i consiglieri e i rappresentanti della diocesi di Volterra arriverà la soluzione. Al momento abbiamo soltanto posto il problema».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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