Bassilichi, entra in campo la Regione
Un incontro con i sindacati e i rappresentanti sindacali per scongiurare 57 licenziamenti
PISA. Dai tavoli istituzionali alle proteste. Sindacato e lavoratori metteranno in campo ogni iniziativa per contrastare la decisione di Bassilichi di chiudere la sede di Montacchiello e trasferire tutto il personale a Firenze.
Per il momento, però, i rappresentanti dei lavoratori cercano di percorrere la strada del dialogo e chiedono a tutti - politica ed istituzioni - di impegnarsi per cercare una soluzione non traumatica.
Dopo l'annuncio a sorpresa dell'azienda di voler dismettere la sede di Pisa, inaugurata nel 2011, e di trasferire tutto il personale impiegato (57 lavoratori), la Cisl affila le armi: «Sono licenziamenti mascherati», accusa Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl di Pisa, che lancia anche un appello alla società: «L'azienda ci ripensi e mantenga la sua filiale a Pisa».
La chiusura, secondo quanto comunicato al sindacato solo verbalmente, dovrebbe concretizzarsi entro il 31 ottobre. «Nessuna argomentazione a supporto di questa scelta, nessun confronto preventivo» lamenta Luca Vaglini, Rsu Fim-Cisl.
«I dipendenti - aggiunge Angela Saponaro, Rsu Fim-Cisl - sono sconsolati: gli investimenti promessi quattro anni fa non sono arrivati. In questi anni alcune delle attività sono state cedute a società del gruppo: una riorganizzazione aziendale che abbiamo accettato dopo aver firmato un accordo che garantiva il mantenimento dei livelli occupazionali».
Dopo le promesse, la doccia fredda. L'azienda, una delle principali a livello nazionale per la gestione dei servizi bancari e della pubblica amministrazione, ha assicurato che nessun dipendente sarà licenziato.
Secondo la Cisl, invece, il personale (metà donne con un'età media di 45 anni e il 50% assunto con contratti part-time) difficilmente potrà accettare il trasferimento e sarà costretto a licenziarsi.
Il sindacato ha chiesto l'attivazione di un tavolo regionale per aprire un confronto con la società, con la mediazione delle istituzioni. Ieri, la Regione ha risposto convocando un incontro per lunedì prossimo con lo scopo di esaminare la situazione dell’azienda. Al tavolo parteciperanno il sindaco e presidente della Provincia Marco Filippeschi, le organizzazioni sindacali aziendali e di categoria. Per la Regione sarà invece presente Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
Un invito al management dell'azienda con sede legale a Monteriggioni e filiali in tutta Italia e anche all'estero (con otto società controllate e sette collegate, Bassilichi vanta 2.185 dipendenti) a non chiudere gli uffici di Pisa arriva anche dal segretario provinciale dei metalmeccanici della Cisl Claudio Garzotto: «L'azienda – sottolinea - è in salute: ha chiuso l'anno 2014 con 320 milioni di ricavi e una crescita del 25% rispetto al 2013. Non capiamo questa decisione». Una scelta che secondo Federici è invece «inammissibile perché priva di ogni giustificazione».
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