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Pisa

La politica a pezzi come quell’intonaco

La politica a pezzi come quell’intonaco

Stallo nel Pd nella scelta del segretario, mentre sinistra e centrodestra faticano a organizzare una nuova opposizione

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PISA. Quei pezzi d’intonaco precipitati sul pavimento della scuola Parmini (e alle Biagi) sembrano una resa. Perché un cedimento così annunciato e non evitato è il segnale, un altro, che più di qualcosa non va. Per qualcuno è anche l’immagine della politica, della buona politica (che sfocia nell’amministrazione della cosa pubblica), che si sgretola. C’è chi annuncia e chi denuncia, ma alla fine i conti non tornano. Il cittadino resta disorientato e reagisce: meravigliarsi poi degli alti livelli di astensionismo fa decisamente sorridere.

Richieste di Unità. Da tempo, e da più parti, si chiede a questa città di cambiare passo, anzitutto su sicurezza e degrado. Se non è giusto fare di tutta l’erba un fascio per quanto accaduto alla Parmini, su altre macro-vicende (progetto caserme, Sesta Porta, palazzo ex Telecom) il dibattito è acceso da tempo. Normale che lo chieda chi sta all’opposizione, meno normale che venga chiesto da chi sta nelle stanze di governo. Ultime le liste (riformisti e civica) alleate del Pd e del sindaco. «Pensiamo alla città, il Pd smetta di concentrare i suoi sforzi sulle liti interne», lo schiaffo dentro la maggioranza. Oggi il Pd presenta ufficialmente la sua Festa dell’Unità provinciale (a Cascine di Buti dal 24 al 27 settembre). E’ quella parola unità che fa riflettere: da mesi gli emergenti renziani e la sinistra Pd duellano sul nome del nuovo segretario cittadino senza arrivare ad una sintesi e producendo uno stallo prolungato. E sono sempre di più coloro, tra militanti e simpatizzanti, oltre a diversi segretari di circolo, che insofferenti verso le liti dei vertici cominciano a guardare verso soluzioni terze sganciate da schemi correntizi consolidati. Tradotto: non è escluso il classico “tra due litiganti, il terzo gode”.

Duello sul segretario. I renziani hanno proposto e ottenuto Alessio Lari come segretario provinciale, forse la minoranza dem (maggioranza all’ultimo congresso) pensava o almeno sperava di avere mano libera su quello cittadino. Il braccio di ferro è tale che la candidatura di Giovanni Viale, spinto da Antonio Mazzeo (fresco vicesegretario del Pd toscano), incontra resistenze continue. Dall’altra parte Antonio Dell’Omodarme si erge ad alfiere della sinistra Pd, ma di sicuro è altrettanto bocciato dai renziani. Che non mollano su Viale e vogliono convocare l’assemblea per la nomina entro settembre. Sullo sfondo, come ormai noto, la lunga volata per la candidatura a sindaco post-Filippeschi: con ipotesi in molti casi scontate, in altre emergenti, ma in nessun caso con una proposta ad oggi più forte delle altre. Un altro stallo. Tanto che proprio Filippeschi al Tirreno, rispondendo alla domanda “ma ce la farà il Pd a rivincere in questa città?”, ha detto: «Centrosinistra vincente se coeso, non litigioso e vicino ai cittadini. Altrimenti i rischi si innalzerebbero». E Lari: «Il mio compito è evitare quelle perdite di tempo che nascono dalle beghe interne e recuperare le energie che a volte sprechiamo per stare più vicino alle persone e al territorio». Dalla teoria alla pratica sembra durissima.

La Sinistra divisa. Ma a sinistra sinistra e anche verso (centro)destra, quei pezzi d’intonaco delle Parmini come si leggono? A sinistra del Pd, in attesa di un partito unico nazionale e ricordando l’uscita di Sel dalla maggioranza a Pisa dopo lo strappo di Danti, non si trova una linea comune di opposizione. Lo ammette anche Francesco Cecchetti, coordinatore provinciale di Sel, riguardo al tentativo di costituire un gruppo unico in consiglio comunale mettendo insieme anche Una città in comune-Prc ed il gruppo misto, a cominciare dal civatiano Stefano Landucci, recente fuoriuscito dal Pd ((«ad oggi mi sembra molto lontano dal realizzarsi», dice Cecchetti).

Il centrodestra. Sull’altro versante, Raffaele Latrofa chiama il centrodestra all'unità da capogruppo di Ncd, partito che sta con Renzi a livello nazionale e decisamente avverso a Filippeschi in città. «Il clima che si respira - commenta - è che dopo tanti anni ci possa essere un’ipotesi di cambiamento, e magari anche prima della scadenza della consiliatura. Bisogna ragionare e attrezzarsi per dare un segnale di unità con una squadra valida che possa contrapporsi ad un Pd che invece si sta disgregando». Proclami e propositi. Se tutto il mondo (politico) è paese, più facile che l’intonaco si stacchi e che una scuola resti chiusa.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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