Piscina abusiva, primi passi verso la demolizione
C’è stato un sopralluogo del Comune e della Soprintendenza a San Zeno Acquisiti i nomi dell’impresa edile e dei tecnici che l’hanno realizzata
PISA. Un altro passo ufficiale, verso la demolizione della piscina, nata abusivamente, a San Zeno, è stato compiuto.
Ieri mattina c’è stato un sopralluogo fatto dai responsabili della Soprintendenza e dell’amministrazione comunale. Questo è stato reso possibile dal fatto che dal tribunale è arrivata l’autorizzazione - firmata dal giudice Flavia Alemi - a poter accedere all’impianto - che è realizzato su terremo di proprietà del Comune - attraversando anche della proprietà privata.
Il sopralluogo - il primo che viene effettuato alla piscina - serve per verificare com’è realmente la situazione, fino a oggi, vista soltanto attraverso le fotografie aeree che hanno fatto scoprire il manufatto, realizzato senza alcuna autorizzazione.
I controlli sono stati eseguiti dagli architetti Marco Guerrazzi, che rappresentava il Comune e Marta Ciafaloni, per conto della Soprintendenza. Durante le verifiche sono stati acquisiti i nominativi dei tecnici, professionisti e anche dei responsabili dell’impresa costruttrice, che hanno eseguito la realizzazione della piscina. Questo per capire il grado di responsabilità che possono avere perché, dal punto di vista dell’Ente pubblico, avrebbero impunemente non guardato dove stavano effettuando i lavori di installazione della piscina.
L’impianto, di 10 metri per 4 è costruita su terreno comunale tra la chiesa di San Zeno e le mura medievali. La donna, proprietaria del terreno confinante con la chiesa, poteva accedere alla piscina grazie ad un passaggio esclusivo. Quando questa vicenda è venuta a galla e, di conseguenza il Comune ha annunciato il ricorso alla Procura, che poi ha fatto il suo corso, la figlia della signora accusata dell'abuso edilizio si era difesa: «Il Comune si sbaglia, metteremo insieme le carte».
Da quando sono cominciati gli interventi Piuss per il ripristino del camminamento sulla sommità delle mura, i sopralluoghi dei tecnici sono stati numerosi. A quanto sembra, però, la presenza della piscina non è stata scoperta subito. Tra l'altro, salendo in Piazza dei Miracoli e percorrendo il camminamento, la zona della chiesa di San Zeno si raggiunge rapidamente.
La vicenda comunque, secondo quanto ricostruisce il Comune, viene alla luce solo a giugno. Il Comune aveva inviato la diffida per la rimozione il 22 luglio, con la richiesta di ripristino del terreno e aveva concesso 30 giorni ai proprietari per la rimozione ed il ripristino dell'area. Termini scaduti da oltre due settimane. Ma con ieri mattina ha dato il via a un atto forzoso e all’indicazione che andrà avanti. A testa bassa. Fino alla fine.
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