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Pisa

dopo l’intervista del sindaco al tirreno

Le opposizioni all’attacco: a Pisa serve discontinuità

Le opposizioni all’attacco: a Pisa serve discontinuità

«Una discussione prematura, che distoglie dai reali problemi della città». E ancora: «Il prossimo sindaco dovrà lavorare in discontinuità rispetto a quello attuale». Le reazioni degli avversari

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PISA. «Una discussione prematura, che distoglie dai reali problemi della città». E ancora: «Il prossimo sindaco dovrà lavorare in discontinuità rispetto a quello attuale». Le opposizioni affilano le armi e rispondono al sindaco Marco Filippeschi che, in un'intervista pubblicata ieri dal Tirreno, ha elencato i successi dell’attuale amministrazione ed i problemi su cui è necessario lavorare con più incisività, intervenendo anche sulla discussione che si è aperta da settimane all’interno del Pd pisano sul prossimo candidato a sindaco della città che per tanti - gruppi di opposizione, ma anche liste che appoggiano la giunta Filippeschi - appare prematura rispetto alla scadenza naturale della consiliatura.

«Il prossimo sindaco della città, chiunque i cittadini scelgano (di destra, sinistra o centro) dovrà lavorare in discontinuità programmatica - sottolinea Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale - partendo anche da quelle cose positive fatte e che il sindaco odierno rileva (come ad esempio lo sviluppo della città). È paradossale - prosegue l’esponente di Forza Italia - che il dibattito sia solo interno al Pd e non dentro una coalizione. Una discussione in ogni caso prematura che distoglie il cittadino dall’amministrazione quotidiana, probabilmente perché questa ha delle grandi difficoltà. Per questo, probabilmente, si preferisce guardare al futuro: quando una società vive male il presente, pensa sempre al futuro. Questa amministrazione - conclude Garzella - dovrebbe durare altri due anni e mezzo e per questo la discussione sul prossimo candidato sindaco sembra prematura, a meno che all’interno del Pd qualcuno abbia deciso di interrompere prima la consiliatura».

Raffaele Latrofa, capogruppo di Ncd, chiama invece il centrodestra all’unità. «Questa discussione è un segnale che il Pd sta dando alla città - sottolinea -. Si parla di successione e il clima che si respira è che dopo tanti anni ci possa essere un’ipotesi di cambiamento prima della scadenza della consiliatura. Bisogna ragionare e attrezzarsi (a destra, ndr) per dare un segnale di unità e dimostrare il valore di una squadra valida che può contrapporsi ad un Pd che invece si sta disgregando».

Da sinistra si fa sentire il consigliere Stefano Landucci (gruppo misto), civatiano ed ex Pd. «Ormai il malessere interno alla giunta è evidente. Così come l’appeal del sindaco Filippeschi rispetto alla città che non è mai stato così basso». L’auspicio di Landucci è diretto e suona come la critica più forte: «Mi auguro che questa lenta ma progressiva crisi termini al più presto, per il bene di Pisa».

Francesco Loi

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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