Quel cronista che aggirò la sorveglianza
Dieci anni fa, zaino in spalla (imbottito di giornali), eluse le guardie: la notizia fece il giro del mondo
PISA. È uno dei simboli dell’Italia nel mondo. Più conosciuta del Colosseo. Per questo, per gli esperti dell’antiterrorismo, la Torre Pendente è ai primi posti nella lista degli obiettivi sensibili del terrorismo internazionale. Eppure i controlli, seppur rafforzati nel corso degli ultimi anni e dopo i vari attentati che hanno colpito l’Occidente, più volte si sono dimostrati facilmente aggirabili.
Esattamente dieci anni fa, nel luglio 2005, quattro anni dopo gli attentati alle torri gemelle e a pochi giorni da quello alla metropolitana di Londra, un cronista del Tirreno, Marco Pomella, riuscì facilmente ad eludere i controlli all’entrata e a salire in cima alla Torre con uno zaino in spalla imbottito di giornali. E la notizia fece il giro del mondo. Nonostante l’intensificazione dei controlli, decisa a seguito dei vari attentati, il cronista, in pieno giorno e con la piazza gremita di turisti, dopo aver girato per circa due ore in Piazza dei Miracoli con fare volutamente sospetto senza subire alcun controllo, riuscì, con un escamotage tanto semplice quanto efficace, a salire con il finto zaino-bomba in cima alla Torre, dove lo lasciò per cinque minuti.
Dopo essersi presentato all’ingresso con regolare biglietto, il cronista venne fermato da una guardia giurata: «Con quello non può entrare - esclamò la guardia -, deve lasciarlo nelle apposite cassette dove ha acquistato il biglietto». Il cronista lascia allora lo zaino ad un amico all’esterno della cancellata e torna all’ingresso. Invece di salire immediatamente, fa un giro intorno alla Torre e raggiunge l’amico che gli riconsegna lo zaino, passandolo sopra la ringhiera.
Lo mette di nuovo in spalla e raggiunge l’ingresso della Torre. La guardia giurata è troppo impegnata a vidimare i biglietti per notare il “turista” armato di zaino, e il cronista riesce a salire indisturbato con lo zaino in spalla, nonostante le guardie e le telecamere di videosorveglianza. Pur con l’incremento dei controlli nel corso degli ultimi anni, la Torre è stata più volte varcata anche durante i cortei di protesta. Nel novembre 2010 fecero il giro del mondo le foto dell’occupazione del campanile al termine di una manifestazione di studenti universitari in opposizione al decreto Gelmini. (d.r.)
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