Cerca il figlio in ospedale, allarmati gli altri genitori
PISA. La segnalazione arriva da un gruppo di genitori che hanno ricoverati i propri figli nell reparto di Neonatologia all'ospedale S. Chiara di Pisa. Da qualche settimana, si aggira per l'edificio...
PISA. La segnalazione arriva da un gruppo di genitori che hanno ricoverati i propri figli nell reparto di Neonatologia all'ospedale S. Chiara di Pisa. Da qualche settimana, si aggira per l'edificio una ragazza giovane in stato confusionale che tenta di entrare in reparto dicendo che suo figlio si troverebbe ricoverato li. «Sembrerebbe – scrivono i genitori – che dopo il parto avvenuto in tale ospedale, le sia stato tolto l'affidamento del figlio. Da quel giorno, crede sia ricoverato nel reparto di Neonatologia e tenta di oltrepassare le porte per cercarlo e riprenderselo. Siamo venuti a conoscenza di questo fatto da altri genitori che dieci giorni fa avevano bloccato la donna fuori dalla porta che portava al corridoio del reparto dove sono presenti le stanze con i bimbi».
Per accedere al reparto si deve oltrepassare una porta chiusa a chiave. E per entrare si deve suonare un campanello ed essere riconosciuti alla telecamera del citofono. «Ma è impossibile controllare chi entra insieme ad altri genitori ai quali è stata appena aperta la porta – denunciano i genitori allarmati – Soprattutto nei momenti del passo dove c'e caos per via dei genitori».
L’altra sera si è sparsa la voce che la donna si aggirava nuovamente per l'edificio (si era presentata anche venerdì scorso) e «da quel momento le infermiere si sono subito allertate e più della metà del personale è dovuto correre fuori per gestire la situazione e bloccare la donna – raccontano – Così il reparto è rimasto sfornito di personale e con 2 sole infermiere a gestire una ventina di bambini. Abbiamo dovuto aiutarle noi, dando da mangiare ai nostri figli. In un clima di preoccupazione, ci siamo decisi ad uscire e l'abbiamo trovata alle porte del reparto con un genitore e due infermiere che tentavano di calmarla. La polizia, avvertita già dieci giorni fa e venerdì scorso poco dopo è arrivata ed ha accompagnato la donna fuori. Poi, come la scorsa volta, gli agenti l'hanno accompagnata fuori dall'ospedale. Non possiamo vivere con l'ansia che qualcuno possa entrare nel reparto dove i nostri figli si trovano ricoverati: chiediamo al primario di occuparsi della situazione».
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