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I raccolti a rischio: «I fossi mai puliti, noi ancora sott’acqua»
In allarme una trentina di agricoltori di La Vettola e Coltano i campi delle due zone sono rimasti invasi dalla piena
PISA. Loro ci sono ancora dentro. L’acqua se n’è andata quasi dappertutto, ma non dai campi. Sono diventati risaie le terre di La Vettola e Coltano. «E ora rischiamo di perdere tutti i raccolti», dice Marco Concistori, coltivatore storico della località a sud ovest della città.
I suoi venti ettari di girasoli sono ancora invasi dall’acqua, il nubifragio non ha risparmiato nemmeno un centimetro. «Putroppo no - racconta - i canaletti di scolo tracciati nei nostri campi hanno esondato. Non hanno sfogo, e questo perché il Consorzio di bonifica non ha pulito i canali di sua competenza, sono pieni di canne e pagliericcio che si è accumulato nel tempo, tutta roba che fa da tappo».
Secondo le associazioni di categoria sono almeno una ventina gli agricoltori pisani ancora in emergenza nelle due aree, quasi tutti nelle condizioni di Concistori.
Lui, che gestisce un’azienda familiare con oltre 400 ettari di seminativi fra Pisa e Livorno, rischia di veder sfumare i frutti di venti ettari di girasoli. «Di solito un ettaro - dice - fra fruttare dai 900 ai 1.000 euro a ettaro, se dovesse andare all’aria tutto il raccolto perderei nei perderei 20.000».
Gli agricoltori dicono di aver avvertito il Consorzio di bonifica ma senza ottenere risposte soddisfacenti.
«Hanno ammesso che in effetti sono intasati i fossi di deflusso, ma dicono di non poterci fare niente; che andreabbero scavati per aumentarne la portata ma che non possono farlo per un problema di inquinamento causato dai reflui urbani. Io non capisco, ma alemno non si poterrebbero liberare dalla vegetazione che li ingombra?»
I girasoli, spiega l’agricoltore, sono fragilissimi. Se dovessero piegarsi e spezzarsi non sarebbe più possibile procedere alla falciatura e alla raccolta.
Ma fra La Vettola e Coltano sarebbero molti i seminativi a rischio. Cereali soprattutto.
«A La Vettola - cointinua l’agricoltore - sono 4 le aziende grandi come la mia, ma sono tantissimi i piccoli coltivatori diretti. E altrettanti sono quelli di Coltano. Stiamo cercando un aiuto. Per ora i nostri appelli sono rimasti inascoltati. Ma se l’acqua non va via perderemo l’annata».
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