Il Tirreno

Pisa

«Clima pazzo, ora servono nuovi strumenti di difesa»

di Francesco Loi

Le proposte del sindaco dopo gli allagamenti in città: previsioni meteo raffinate e sistemi di comunicazione mirati per riuscire almeno a limitare i danni

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PISA. «E’ necessario approntare strumenti per affrontare le nuove situazioni climatiche». A parlare è il sindaco Marco Filippeschi, mentre a Palazzo Gambacorti, sede dell’amministrazione comunale, si susseguono riunioni dopo gli allagamenti in città che hanno messo in difficoltà quasi tutti i quartieri, portandosi dietro un fiume di polemiche e di danni.

Soprattutto, la giunta comunale è in attesa della dichiarazione di emergenza da parte della Regione per avere degli aiuti. Il governatore Rossi lo ha annunciato lunedì a Pisa, ma ora occorre che il provvedimento venga formalizzato. «Ci stanno lavorando - assicura Filippeschi - perché i flagelli subiti dalla Toscana in queste settimane mettono in estreme difficoltà le nostre comunità e vanno affrontati anche con l’impegno diretto dello Stato».

Lo stato d’emergenza si assegna per avvenute calamità naturali. «Pisa - aggiunge il sindaco - è stata colpita da un evento che ha un solo altro confronto dal 1926 ad oggi, quello dell’agosto del 1966. Questa è la dura verità. Di sicuro è un evento eccezionale e un Paese preparato deve poter affrontare eventi del genere aiutando famiglie e imprese colpite. Famiglie e imprese che già non se la passano bene, in tanti casi, nella crisi economica».

Filippeschi annuncia che, insieme con il presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini, ha deciso di convocare per la prossima settimana una prima riunione operativa, concordandola con la Regione. «La faremo - precisa Filippeschi - alla luce del provvedimento regionale dal quale discenderà anche il sistema di rilevamento dei danni».

L’impegno degli enti, di ogni livello, diventa più complesso. E complicato. «In Toscana - sottolinea Filippeschi - stiamo affrontando casi estremi, con pochi precedenti e fattisi drammaticamente più frequenti, dovuti all’effetto di cambiamenti climatici. Questo è un motivo in più per destinare risorse ed attenzioni alla cura del territorio in funzione preventiva e per garantire una pianificazione urbanistica rigorosa: perciò la nuova legislazione regionale, che limita fortemente l’uso di suolo in aree non urbanizzate, è un passo avanti. Ma di fronte ad eventi eccezionali, a calamità naturali ed a conseguenti disastri, lo Stato deve reagire sostenendo i territori colpiti e promuovendo nuove politiche di prevenzione».

La richiesta di Filippeschi contiene anche un suggerimento: «Le comunità locali devono essere aiutate ad approntare sistemi di avviso che, con l’uso di previsioni meteo raffinate e dei sistemi di comunicazione personalizzati o mirati, aiutino almeno a limitare i danni. Ci proveremo. Cercheremo di farlo anche con l’impegno assunto dalla Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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