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natura ed economia

Un’oasi nel deserto: da San Rossore 500 pini a Dubai

di Antonio Scuglia
Passeggiate fra i pini a San Rossore (Muzzi)
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Passeggiate fra i pini a San Rossore (Muzzi)

Lo sceicco Mohammed si innamora della tenuta pisana in occasione delle gare mondiali di endurance a cavallo

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PISA. Da San Rossore a Dubai oltre cinquecento giovani pini di un metro e mezzo di altezza per rendere verdi alcune aree del deserto. Parte dei pini verranno dalla stessa tenuta, altri dai vivai. È questa singolare notizia una delle conseguenze della manifestazione ippica “Toscana Endurance Lifestyle 2015” che si è conclusa a San Rossore.

L’attenzione verso i pini di San Rossore è stata espressa dallo stesso sceicco Mohammed, vice primo ministro degli Emirati Arabi Uniti e governatore di Dubai, allorché, facendo un giro nella tenuta, ha scoperto la grande presenza di questo tipo di pianta (ce ne sono un milione circa) che ben adatterebbero al clima secco e al terreno sabbioso di Dubai. La notizia di questo progetto è stata data dallo stesso direttore del Parco, Andrea Gennai.

La manifestazione puntava anche a far crescere l’importante interscambio fra le aziende toscane e pisane con gli Emirati Arabi Uniti, e gli incontri svoltisi alla Camera di Commercio, con la presenza di quasi 320 aziende, hanno dato sostanza a questa parte del progetto. Secondo il responsabile di “Sistema Eventi”, braccio operativo di “Toscana promozione”, Gianluca Laliscia, «tutto ha funzionato nella maniera più perfetta, dai numeri record dei cavalli partecipanti all’organizzazione che non ha presentato punti deboli».

Una larga parte del merito della riuscita della manifestazione va anche alla società Alfea che ha messo a disposizione l’ippodromo, le altre strutture ippiche oltre alle sue bravissime maestranze. Il direttore generale Emiliano Piccioni così commenta: «La Società, con il presidente Bracci Torsi in testa, ha creduto in questa manifestazione perché ci è sembrata fin dai primi contatti senz’altro fattibile sia per la sua sostenibilità sotto il profilo ambientale che per le strutture delle quali disponiamo. L’ippodromo è chiuso da oltre quattro mesi ma siano riusciti a rimetterne in piedi tutti i servizi in pochi giorni: questo impianto resta, come abbiano sempre sostenuto, una struttura polivalente a disposizione della città nei mesi nei quali i cavalli rispettano il loro letargo o emigrano su altre piste».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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