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Pisa

I paracadutisti respingono le accuse d’inquinamento

I paracadutisti respingono le accuse d’inquinamento

Tonnellate di gasolio sversate nel fiume Morto, dalla caserma Gamerra dicono di non entrarci nulla. «Con Arpat sempre pienamente disponibili»

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SAN GIULIANO TERME. I militari si sono mostrati sin dall’inizio collaborativi nei confronti del personale dell’Arpat e prendono le distanze da qualsiasi responsabilità in riferimento allo sversamento di gasolio (si tratta di alcune tonnellate) che nei giorni scorsi ha interessato, inquinandolo, un vasto tratto del fiume Morto, nel territorio comunale di San Giuliano Terme. È quanto tengono a precisare i vertici della caserma Gamerra appartenente alla brigata Folgore.

«Domenica scorsa – si afferma dalla Gamerra – il dottor Paoli dell’Arpat ha informato il personale della caserma della presenza di uno sversamento di gasolio nel fiume Morto (circa un chilometro a nord dell’infrastruttura), nel punto in cui sfociano le canalizzazioni delle acque chiare cittadine. A seguito di tale comunicazione, i militari hanno immediatamente verificato, con esito negativo, che non vi fossero evidenti perdite di gasolio all'interno delle nostre strutture. Il dottor Paoli ha quindi effettuato le verifiche all'esterno della caserma congiuntamente a personale militare. Al termine dei controlli gli è stata offerta la disponibilità a proseguire l’attività all'interno della caserma; tale opportunità, accolta, è stata tuttavia “rinviata” ai giorni successivi, presumibilmente per motivi organizzativi. Il personale militare è stato pienamente e immediatamente collaborativo, come potrà confermare lo stesso dottor Paoli».

Per quanto riguarda il presunto inquinamento ambientale, imputato o imputabile alla caserma Gamerra, è all'attenzione già da tempo delle autorità locali.

«A questo proposito – sostengono ancora dalla brigata Folgore – sono state poste in essere tutte le misure di competenza possibili. In tal senso, proprio a conclusione di un analogo episodio avvenuto nel 2012, su indicazione della Provincia di Pisa, e in aderenza alle disposizioni vigenti, è stata presentata una “Proposta di Piano di Indagine Ambientale redatta ai sensi del decreto legislativo 152/06” finalizzata alla ricerca e risoluzione di eventuali perdite occulte ovvero alla definitiva esclusione di ogni responsabilità da parte del Centro Addestramento Paracadusti».

Dalla Gamerra si sottolinea infine che la forza armata in questione è disponibile a collaborare con le istituzioni locali e regionali, come avvenuto tra l’altro già in passato, e ribadisce la propria apertura e la possibilità di accesso alla stessa caserma ai tecnici dell’Arpat in ogni momento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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