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Pisa

Porto d’armi scaduto per altre due guardie

Porto d’armi scaduto per altre due guardie

Ispezione all’istituto di vigilanza dopo la rapina finita nel sangue

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PISA. Un lavoro complicato, ma non lungo. Entro la fine della settimana la questura redigerà la relazione con la sintesi degli accertamenti disposti nei confronti dell’istituto di vigilanza “Corpo Guardie di Città”. Un documento da inviare alla prefettura che, sulla base del contenuto, valuterà eventuali sanzioni, fino al ritiro della licenza, per la società di Ospedaletto. I primi controlli hanno portato alla scoperta di altre due guardie trovate con il porto d’armi scaduto e una ricopre incarichi di rilievo nell’istituto.

Alle 10 di ieri, presente il viceprefetto vicario Valerio Massimo Romeo, carabinieri, ispettorato del lavoro, questura e Guardia di finanza si sono presentati negli uffici dell’istituto per il quale lavorava l’appuntato Davide Giuliani, 46 anni, di Montecalvoli, in congedo parentale da gennaio, e lavora tuttora Simone Paolini, 37 anni, di Pisa. Il primo è morto nel tentativo di rapina concluso nel sangue alle 4,30 circa di giovedì al Palabingo di Navacchio. Il secondo è lo sparatore che, di fronte alla pistola puntata da un bandito con il casco in testa, ha reagito facendo fuoco per proteggere se stesso e il bottino di 6.000 euro. Due colpi non letali, ma che nel giro di qualche minuto hanno provocato un’emorragia interna fatale. Se la dinamica dell’episodio mortale per gli inquirenti non presenta zone d’ombra, è l’aspetto delle autorizzazioni a focalizzare l’attenzione degli investigatori. Paolini dal 4 febbraio scorso non aveva più titolo per fare la guardia particolare giurata, né per tenere una pistola. Lo sapeva, così come ne erano al corrente in azienda. Era inquadrato come steward e quella sera maledetta doveva stare in centrale. Per un’assenza improvvisa di un collega gli fu chiesto di provvedere al ritiro dei soldi. Non doveva essere al Palabingo, tantomeno armato di pistola.

L’ispezione, conclusa intorno alle 17, decisa dalla prefettura ha riguardato la posizione di decine di dipendenti del “Corpo Guardie di Città”. Sono stati acquisiti scatoloni di documenti. Un primo riscontro, che dovrà essere confermato dallo studio delle carte, fornisce una rappresentazione abbastanza confusa della gestione. Un situazione capace di sconfinare nell’illecito penale e che a breve potrebbe portare all’emissione di alcuni avvisi di garanzia nei confronti della catena di comando dell’istituto tra responsabilità oggettive e di chi ha firmato l’ordine di servizio con cui Paolini è stato comandato al Palabingo da abusivo. Ciascun corpo ha lavorato per la propria competenza. La Guardia di finanza ha radiografato gli aspetti fiscali, la questura quelli su autorizzazioni e licenze, l’ispettorato del lavoro sui contratti individuali. Entro domenica la relazione sarà sul tavolo della prefettura.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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