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«Il tributo della Tari così alto per i ritardi della politica»
PISA. «L’aumento c’è stato, non mi risulta nella misura in cui denuncia Federconsumatori, ma c’è stato. Non si può negare. Non credo si possa dire a causa delle inefficienze di Geofor, piuttosto per...
PISA. «L’aumento c’è stato, non mi risulta nella misura in cui denuncia Federconsumatori, ma c’è stato. Non si può negare. Non credo si possa dire a causa delle inefficienze di Geofor, piuttosto per via di un processo di cambiamento verso la raccolta differenziata che in questi ultimi anni è stato troppo lento. E non per volontà dell’azienda dei rifiuti: le scelte strategiche le fa la politica».
Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera e presidente di Geofor, respinge al mittente le parole di Andrea Serfogli. Di fronte ai dati dell’ultimo studio di Federconsumatori, secondo cui Pisa è la settima città più cara d’Italia per la Tari 2015, al quinto posto per rincari sul tributo dal 2010 ad oggi (+60,2%), l’assessore al bilancio aveva parlato della necessità di «una valutazione sull’efficienza di Geofor». «A noi risulta un incremento dei fatturati pari del 21% dal 2010 al 2014 - dice Marconcini - Impossibile che in un anno ci sia stato un balzo fino al 60». Ma sui dati nessuno sembra d’accordo, visto che per il Comune è stato del 49%. Tutti uniti invece sulla lettura delle cause: a spingere così in alto i costi delle bollette sono i ritardi nella diffusione del porta a porta, ma per Marconcini non sono addebitabili a Geofor. «I costi del servizio si sono alzati da quando la legge impone ai gestori di portare in impianti di trattamento la spazzatura prima di conferirla in discarica». E siccome Pisa è una delle città con la produzione di rifiuti pro capite più alta di Italia (800 kg all’anno a persona contro una media nazionale di 486), le tasse sono esplose. «Sono anni - continua il presidente di Geofor - che si sa che questa operazione avrebbe alzato enormemente i costi del servizio incrementando il tributo. Eppure si è aspettato per introdurre il porta a porta, che non è certo una panacea, ma certo è un’ottima soluzione. Dove è entrato in funzione, come in alcuni quartieri fuori dalle mura e a Cascina, l’indifferenziata è al 70-80%. Ora lo estenderemo, e anche questo ha comportato investimenti, dunque aumenti». Ma davvero non ci sono ingranaggi arrugginiti nel motore di Geofor? «Secondo i dati siamo i migliori dell’Ato Costa, ma a settembre ci sottoporremo a una nuova valutazione. Vedremo chi ha ragione».
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