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Un paese sotto scacco delle bande dello spaccio
Il “comitato per Ripafratta” promuove una petizione per avere più controlli Già oltre 100 le firme raccolte. L’area del cimitero è quella più a rischio
SAN GIULIANO TERME. Un paese nella morsa degli spacciatori. È l’allarme lanciato dai residenti della frazione sangiulianese di Ripafratta che con una petizione chiedono a gran voce una maggiore presenza delle forze di polizia sul territorio. Sono decine i cittadini che hanno sostenuto la raccolta di firme promossa dal “comitato per Ripafratta”: più di 100 le adesioni raccolte nel giro di una settimana.
Uno dei luoghi più degradati è il bosco adiacente al cimitero, frequentato da gente poco raccomandabile e teatro di loschi traffici. «Negli ultimi mesi il territorio di Ripafratta è stato utilizzato, per la sua marginalità rispetto ai confini della provincia, da delinquenti dediti al commercio di sostanze stupefacenti – si legge nel testo della petizione –. In particolare, tale attività trova rifugio nella boscaglia sopra il cimitero e ha provocato gravi fatti: due extracomunitari sono morti annegati nel fiume Serchio per fuggire ad un controllo dei carabinieri; una rissa fra nordafricani alla stazione ferroviaria sedata solo dall’intervento delle forze di polizia; furti e raid in abitazioni allarmano la popolazione. Inoltre, la presenza di persone minacciose nei pressi del cimitero durante le ore serali, di fatto, ne impedisce l’accesso nelle ore più consone nel periodo estivo. A tutto questo si aggiunge il traffico di acquirenti delle sostanze spacciate in ore notturne e la conseguente irrequietezza degli animali da guardia durante la notte».
I cittadini, dunque, percepiscono un’insicurezza diffusa nella vita di tutti giorni. Una percezione che si traduce nella paura di uscire di casa anche solo per portare un fiore sulla tomba di un proprio caro. Tutto questo accade nonostante il notevole impegno delle forze dell’ordine degli ultimi mesi. «Per quanto carabinieri e polizia municipale si siano prodigati nel presidiare il territorio, le risorse sembrano essere limitate e, nonostante i fermi effettuati, lo spaccio e le conseguenti attività e pericoli proseguono – dicono i firmatari –. Ripafratta offre a chi si dedica allo spaccio un territorio favorevole: vicino a Lucca ma fuori delle sue competenze, lontano dalle centrali operative di Pisa, con una boscaglia fitta in cui è difficile accedere e in cui è possibile darsi alla fuga, sentieri provinciali che si diramano sia in direzione del Monte Maggiore sia verso Cerasomma, strade che si diramano in tre direzioni (Pisa, Lucca, Migliarino) e il percorso ciclo-pedonale a fianco del fiume Serchio. In questo contesto è evidente che poche unità di carabinieri e polizia hanno scarse possibilità di estirpare il malaffare. Con questa raccolta di firme chiediamo che il questore, unitamente al prefetto e a tutte le altre autorità, considerino la possibilità di offrire a Ripafratta un presidio o maggiori risorse; si pensi ad esempio ad esercitazioni dei paracadutisti, per una serie di interventi mirati a sradicare questa organizzazione, per restituire a Ripafratta e alla sua anziana comunità residente la tranquillità venuta meno».
I residenti hanno notato la costante presenza di quattro stranieri nel folto bosco dietro il cimitero, dove sono state ritrovate diverse siringhe. Alcuni complici riforniscono i presunti malviventi di cibo e bevande, oltre che di sostanze stupefacenti: una banda ben organizzata che attira numerosi acquirenti da tutta la provincia. Una situazione che per essere risolta richiederebbe un rastrellamento vero e proprio nella boscaglia. «Polizia municipale e carabinieri sono intervenuti varie volte e di questo siamo loro grati. Ma dopo questi interventi i fenomeni di criminalità sono ricomparsi – racconta un referente del “comitato per Ripafratta” –. Nel paese c’è molta agitazione. Si teme che la situazione possa tornare come prima. Le cose sono migliorate negli ultimi tempi ma chiediamo un impegno maggiore».
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