Il Tirreno

Pisa

Fino a 60 giorni d’attesa per gli esami istologici

di Sabrina Chiellini
Fino a 60 giorni d’attesa per gli esami istologici

Pazienti impossibilitati a cominciare le cure anti-tumore

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. È stato operato il 9 giugno scorso per un tumore al polmone e ancora, a distanza di due mesi,sta aspettando i risultati dell’esame istologico. Nel frattempo, non ha iniziato le cure oncologiche in quanto i medici attendono proprio quell’esame per decidere come procedere con la chemioterapia. È quanto è capitato a un cittadino di Cascina, 57 anni. Ma il suo non è un caso isolato. Tant’è che l’Azienda ospedaliera si trova a dover fronteggiare esposti e richieste danni presentati dai pazienti dopo i ritardi nella consegna dei referti degli esami istologici effettuati all’ospedale di Cisanello.

«Per capire quale terapia oncologica impostare dopo l’intervento chirurgico – dice Federico Russo di Cascina, parlando a nome del cittadino che paga le conseguenze dell’evidente disservizio – sono necessari questi esami. Da quanto abbiamo capito questa è la normalità... Occorrono come minimo 50-60 giorni di tempo per avere le risposte di esami che invece dovrebbero essere consegnati in tempi abbastanza brevi».

In queste settimane la famiglia di Cascina ha telefonato svariate volte in ospedale e proprio ieri mattina il cittadino è stato invitato a telefonare direttamente al reparto di anatomia e istologia patologica III. Ma la risposta ottenuta dal personale di questi ambulatori è stata dello stesso tenore. Nessuno sa dire quando il referto potrà essere disponibile. Scoprire le ragioni dei tempi “biblici” è piuttosto complicato. Negli ambienti dell’ospedale si sostiene che il personale non sia organizzato in maniera adeguata e che i tempi di consegna dei referti siano dilatati anche per questo motivo, oltre che per il fatto che l’esame ha comunque i suoi tempi tecnici, difficilmente inferiori a due settimane. Di sicuro quello di Cascina non è il primo caso e neppure il più recente, visto che l’ospedale di Pisa comincia ad essere conosciuto tra i pazienti oncologici per i ritardi dell’anatomia patologica. Già su Facebook, dove il cittadino di Cascina ha reso pubblica la sua storia, è nato un dibattito, arricchito dalle testimonianze di più persone che, loro malgrado, hanno avuto la stessa esperienza sia in tempi recenti che nei mesi passati.

Abbiamo chiesto all’Azienda universitario-ospedaliera di Pisa di dirci quali possono essere le ragioni dei ritardi nella consegna dei referti. L’ospedale ammette il problema e dice di aver individuato la cura. Ma probabilmente gli effetti non sono immediati.

«La riorganizzazione dei laboratori in una unica sede – viene rilevato – è stata necessaria per motivi di sicurezza dei lavoratori (la nuova struttura è all'avanguardia in quanto a dotazione di attrezzature e per la protezione del personale e dell'ambiente) e per rendere efficiente il processo di allestimento dei preparati, prima di consegnarli alle unità operative di anatomia patologica per la refertazione. Purtroppo, due delle tre unità operative avevano già in precedenza ritardi nella consegna dei referti superiori a un mese e mezzo e la nuova struttura, che sta scontando diverse assenze improvvise del personale per malattie e gravidanze, sta acquisendo tre unità di personale proprio per abbattere questi arretrati. Questa situazione sarebbe stata ben peggiore nella precedente frammentazione organizzativa».

Sul percorso intrapreso dal referto del cittadino di Cascina al momento non ci sono risposte. Insomma, il problema resta. Le ferie estive, unite alle assenze per malattia, potrebbero aumentare i tempi di attesa nella consegna dei risultati: un’ipotesi questa più che concreta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web