Consiglieri sostituiti dagli “uditori” nelle commissioni
SAN GIULIANO TERME. La richiesta di un consiglio comunale nel periodo di Ferragosto è la nuova miccia che ha fatto esplodere le tensioni a San Giuliano tra maggioranza e opposizione. Consiglio, con...
SAN GIULIANO TERME. La richiesta di un consiglio comunale nel periodo di Ferragosto è la nuova miccia che ha fatto esplodere le tensioni a San Giuliano tra maggioranza e opposizione. Consiglio, con all'ordine del giorno una richiesta di modifica del regolamento comunale, su proposta di tutti i gruppi di minoranza che hanno protocollato la richiesta il 3 agosto corredata dalle firme di almeno un quinto dei consiglieri compre previsto (quelli dei gruppi consiliari L’Altra San Giuliano con Antognoli, Movimento 5 Stelle con Giuliani, Minucci e Marrocu, Forza Italia – Cittadini e Territorio con Nicosia e Noi Adesso San Giuliano – Fratelli d’Italia con Mannocci). Secondo la norma di legge il presidente del consiglio comunale Paolo Pardini dovrà convocare la seduta entro venti giorni dalla richiesta, quindi praticamente a ridosso di Ferragosto. Argomento all’ordine del giorno, appunto, la modifica del regolamento comunale sul funzionamento del consiglio comunale per inserire la figura dell’uditore nelle commissioni consiliari. L’uditore verrebbe nominato dai singoli partiti o movimenti ed avrebbe diritto di partecipare, solo con diritto di parola, alle commissioni consiliari consultive al posto dei consiglieri.
Richiesta di modifica che era già stata trattata e respinta nella commissione “Statuto e regolamento” lo scorso 24 luglio.
«Riteniamo la richiesta di convocazione di un consiglio comunale ad hoc su tale questione strumentale e pretestuosa – interviene la capogruppo del Pd Roberta Paolicchi –. È evidente come sia un bieco tentativo di strumentalizzazione da parte dei consiglieri di minoranza. La proposta di modifica è già stata bocciata in commissione; riteniamo infatti che chi ha preso un impegno coi cittadini candidandosi in consiglio comunale lo debba rispettare e debba garantire la sua presenza nelle commissioni. Se qualcuno non ha tempo da dedicare alle commissioni consiliari, e quindi ai cittadini, si dimetta e lasci spazio ai candidati successivi in listai».
Dura anche la conclusione: «Un ultimo appunto a queste minoranze: non ci stiamo a spendere soldi pubblici (circa mille euro) per un consiglio comunale con all’ordine del giorno una richiesta di modifica già bocciata in commissione. Si fanno molti propositi che poi si barattano in cambio di briciole di visibilità politica. È evidente che l’intento è semplicemente quello di fare clamore per un consiglio saltato (vista la data di convocazione), ed ahimè mette d’accordo quasi tutte le forze di opposizione, da Rifondazione Comunista a Fratelli d’Italia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google