Panchetti, anche in appello negati i soldi chiesti al Comune
PISA. Chiedeva più soldi al Comune dopo aver concluso, con altre ditte, i lavori alla Mattonaia durati anni e segnati da traversie di ogni genere. La richiesta di circa 760.000 euro della Panchetti...
PISA. Chiedeva più soldi al Comune dopo aver concluso, con altre ditte, i lavori alla Mattonaia durati anni e segnati da traversie di ogni genere.
La richiesta di circa 760.000 euro della Panchetti Elio & C, poi diventata Panchetti Mirco & C., era stata respinta in primo grado in Tribunale a Pisa. Ora è arrivata anche la sentenza d’appello che non solo ha rigettato l’istanza dell’impresa edile, ma ha anche condannata la ricorrente a pagare - conto già saldato - quasi 7.000 euro di spese legali a Palazzo Gambacorti.
È una storia che risale al 1985 e che dopo 30 anni trova la sua conclusione in un’aula di Tribunale. La storia di questo immobile è iniziata con una delibera del Comune nel marzo del 1985 in base a un progetto di ricostruzione di quell'area bombardata nella seconda guerra mondiale.
Il progetto si sviluppava intorno al chiostro della chiesa di San Michele in Borgo, fu portato avanti da quattro ditte: la Panchetti, la Del Debbio, la Napoletana, la Ceac. Il costo dell'operazione, all'inizio, ammontava a poco più di un milione di euro. Ma presto ci si accorse che materiali e difficoltà tecniche avrebbero fatto lievitare i costi. Alla fine dell’eterno cantiere, la Panchetti ha ritenuto di dover incassare oltre 700.000 in più rispetto a quanto già percepito. Ma i giudici di Pisa e Firenze hanno detto no. (p.b.)
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