Il Tirreno

Pisa

«Ho sbagliato, ma non chiedo scusa»

di Pietro Barghigiani
«Ho sbagliato, ma non chiedo scusa»

Parla l’imprenditore De Nigris arrestato dopo una lite con i carabinieri. Si è autosospeso dalla carica in Confesercenti

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PISA. «Sono cosciente dell’errore commesso. So di aver avuto un comportamento irrispettoso, ma non chiedo scusa ai carabinieri».

Sono passati pochi minuti da quando il giudice Paola Giovannelli, dopo aver convalidato l’arresto, ha rimesso in libertà Dario De Nigris, 49 anni, titolare del Bazeel, bloccato da due carabinieri domenica pomeriggio in piazza Garibaldi per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che per maltrattamento di animali.

Le dimissioni. Un arresto che fa notizia per modi, luogo e popolarità del personaggio finito in manette.

Oltre che imprenditore in proprio di uno dei locali più conosciuti del centro, De Nigris è anche dirigente della Confesercenti di Pisa. E proprio per la vicenda che lo vede protagonista in Tribunale, sia pure per faccende private, si è autosospeso dall’incarico di presidente della Fiepet informando il presidente di Toscana Nord Roberto Balestri. L'associazione si riserva di accogliere le dimissioni.

In Tribunale. Il processo per direttissima è stato breve. Il pm onorario Massimiliano Costabile ha chiesto la convalida del fermo e la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il giudice ha ritenuto che ci fossero gli estremi per l’arresto, ma non ha disposto misure cautelari in attesa del dibattimento fissato alle 11 del 2 ottobre.

De Nigris, assistito dall’avvocato Massimo Martini, ha spiegato in aula le sue ragioni dopo aver ascoltato la versione dei carabinieri. Un racconto ripetuto al cronista una volta uscito dal Tribunale da uomo libero.

«I cani stavano bene». «Non è vero che i miei due cani, un Pincher e un Doberman, erano chiusi in macchina da mezz’ora – esordisce il titolare del Bazeel –. Sarà stato un quarto d’ora e in auto c’era l’aria condizionata».

La scena rappresentata da De Nigris è quella di un pomeriggio assolato con la sua vettura in sosta nei pressi del locale a due passi da piazza Garibaldi. «Non volevo telefonare in macchina mentre ero alla guida – spiega - e così mi sono fermato. Sono sceso e ho iniziato una chiamata per me molto importante. I cani, ripeto, erano nell’abitacolo, ma non soffrivano perché c’era l’aria condizionata accesa. A un certo punto una signora ha iniziato a inveire contro di me. Urlava come un ossesso. Diceva che avrebbe chiamato i carabinieri. Allora per farla stare buona le ho detto: “Vada pure dai carabinieri”. Anzi, glieli ho indicati dopo aver visto la loro auto in piazza Garibaldi».

Lo scontro con i carabinieri. Qualche secondo dopo lo scontro verbale con la passante è arrivato il contatto fisico con i militari che ha inguaiato l’imprenditore. «Lo so, ho sbagliato – riprende De Nigris –. Quando ho visto i militari sono risalito in auto e ho innestato la marcia, ma non sono partito a razzo. È stato un gesto impulsivo, lo riconosco». Uno dei due carabinieri urtato dall’auto è rimasto contuso a un braccio. L’altro si è infilato nell’abitacolo togliendo le chiavi dal cruscotto. Il parapiglia è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza urbana della zona. Immagini che saranno utili nel corso del dibattimento per definire la dinamica di uno scontro iniziato con una lite in strada per i cani lasciati in auto e concluso con un arresto.

«Non mi scuso». De Nigris, con altri colleghi, da tempo si distingue anche con iniziative personali per ripristinare la legalità in centro offuscata da venditori abusivi e spaccio. «Nella colluttazione con i militari mi sono anche rotto un dente – conclude –. Voglio ribadire che non ho niente contro l’Arma. Conosco bene i loro sacrifici e ho il massimo rispetto per chi porta la divisa. Ma quando in piazza Garibaldi mi hanno stretto le manette ai polsi mi sono sentito un cittadino di serie B. E non mi posso scusare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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