Il Tirreno

Pisa

Irpef salata, aumenti fino a 41 euro al mese

di Francesco Loi
 Irpef salata, aumenti fino a 41 euro al mese

Approvata la variazione di bilancio dal consiglio comunale

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PISA. Tutto approvato. Dall’aumento/stangata dell’Irpef fino all’accoppiata Imu-Tasi che rimane invariata. La variazione di bilancio è passata con i voti della maggioranza, anche perché tutte le opposizioni in consiglio comunale hanno abbandonato la Sala Regia prima della discussione. La sintesi della variazione è presto detta: recuperare dall’aumento delle aliquote Irpef quanto manca a livello di entrate e per effetto dei tagli statali, «in modo anche da mantenere inalterati livello e tariffe dei servizi (asili nido, mense, trasporti scolastici), oltre a confermare gli investimenti previsti dal piano di sviluppo», dice l’assessore al bilancio Andrea Serfogli.

Più tagli, più Irpef. Il bilancio è stato fortemente condizionato da due picconate. Da una parte un saldo negativo di 2,7 milioni di euro nella partita dare/avere con lo Stato (tra fondo di riequilibrio e legge di stabilità). Dall’altra minori entrate tributarie per 2,5 milioni di euro: colpa soprattutto di 3,7 milioni in meno dall’Imu rispetto al previsto. In totale, dunque, sono mancati all’appello oltre 5 milioni di euro. Proprio quelli che la giunta punta ad incassare alzando le aliquote Irpef. Infatti, se finora Pisa applicava come addizionale comunale uno 0,20% per tutti, senza fare distinzioni di reddito (da 15.000 euro in poi), ora introduce una serie di aliquote che crescono al salire del reddito. In questo modo i 64.060 dichiaranti pisani verseranno in totale 7,534 milioni di euro contro il precedente gettito di 2,660 milioni.

Le fasce. Ogni reddito sarà soggetto alla stangata se superiore ai 12.000 euro. La fascia fino a tale cifra rappresenta infatti la soglia di esenzione (l’addizionale Irpef non è dovuta). Invece, per lo scaglione di reddito fino a 15.000 euro, l’aliquota diventa dello 0,50%. Da 15.000,01 a 28.000 l’aliquota è 0,60%. Da 28.000,01 a 55.000 lo 0,70%. Da 55.000,01 a 75.000 lo 0,75%. Oltre 75.000 lo 0,80%. Questo significa che, come si vede anche dalla tabella pubblicata in questa pagina, i redditi fino a 28.000 euro subiranno un aumento tutto sommato contenuto (8 euro al mese nella fascia più alta). Discorso ben diverso per i redditi superiori, con punta di più 41 euro al mese per chi dichiara oltre 100.000 euro. «Ciò rappresenta un segno di maggiore equità fiscale - commenta l’assessore - rispetto ad altre città toscane, come Grosseto e Pistoia, dove l’aliquota è allo 0,80% per tutte le fasce di reddito».

I servizi. «La manovra - ribadisce Serfogli - è fatta per consentire il mantenimento del livello e della qualità dei servizi educativi e sociali». Tra gli altri punti evidenziati, la conclusione dei cantieri Piuss per la valorizzazione del patrimonio monumentale della città, con conseguenti occasioni occupazionali. L’ampliamento di servizi innovativi «molto graditi ai cittadini» come Pisa Wi-Fi, CicloPi, il proseguimento dell’introduzione del porta a porta per la raccolta dei rifiuti, l’incremento dei controlli sul territorio (a cominciare dalla videosorveglianza).

Nessun ritocco. La giunta ribadisce: «Nessun aumento su Cosap, Imu, Tasi, Tari, tassa di soggiorno, tassa di scopo». Stanziamenti «straordinari» sono stati decisi per alcune priorità: incremento del fondo emergenza abitativa, la promozione di Pisa città europea della sport 2016, il progetto per il recupero dell’evasione fiscale, più fondi per indigenti e minori, finanziamento a totale carico del Comune per il trasporto scolastico dei diversamente abili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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