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Pisa

La bella favola del campesino che diventa chirurgo a Pisa

di Doady Giugliano
La bella favola del campesino che diventa chirurgo a Pisa

Homero Lopez Quadra ha potuto studiare medicina grazie alla Fondazione Arpa era destinato a fare il contadino, ma oggi lavora all’ospedale peruviano di Chacas

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PISA. Il volto di Homero Lopez Cuadra, è di quelli che incontri una volta ma non dimentichi più. Lui, figlio di campesinos peruviani è oggi un affermato medico nel suo paese, grazie ad accadimenti che possono apparire casuali solo e soltanto a coloro che perseguono gli antivalori del consumismo. Homero, classe 1979, una moglie e un figlio, è il perfetto testimonial della mission che la fondazione Arpa, fondata e presieduta dal professor Franco Mosca persegue nei luoghi più poveri del mondo, forte di un motto latino che trova ben poca applicazione: “do ut des”.

Un “dare” continuo, quello di Arpa, per consentire a persone che si impegnano professionalmente in Sanità , di acquisire conoscenze e strumenti da trasferire al proprio popolo.

Un percorso, quello di Homero che inizia nella sua cittadina, Chacas, dove oggi è in funzione un ospedale fondato con i finanziamenti dell’Operazione Mato Grosso (Omg) dove lavorano gratuitamente molti medici italiani. «Sognavo di studiare Medicina – dice il medico - desideravo aiutare i miei concittadini . Sarei dovuto andare a Lima per frequentare l’università ma i miei genitori non avevano le possibilità per consentirmi di pagare l’iscrizione ai corsi. Così mio padre andò a parlare con padre Ugo De Censi, il salesiano fondatore dell’ Omg che accettò di aiutarci. Fu allora – aggiunge Homero - che incontrai la biologa pisana Cristina Costa che mi mise in contatto col professor Mosca e con la fondazione Arpa. Il loro sostegno economico mi ha consentito di arrivare alla laurea».

Quello che anche in questo caso Arpa è riuscita a fare, investendo su persone di grandi capacità, si evince dalle parole del suo tutor, dottor Luca Morelli responsabile della chirurgia mini invasiva della chirurgia generale universitaria –Aoup. «Homero è diventato un amico – dice Morelli - Sia durante il precedente stage nel 2010 che ora, l’ho ospitato volentieri a casa mia e così e diventato anche un “amico di famiglia. La sua crescita professionale è andata di pari passo alla mia. Ricordo bene quando lo incontrai per la prima volta nel 2004 quando andai per un mese in Perù a lavorare nell’ospedale di Chacas . Una persona “speciale”. Sguardo intelligente, acuto, persona buona, che capisce le situazioni e le altre persone in un attimo. Adesso, Homero è un ottimo chirurgo ed ha portato nel suo paese la chirurgia mini invasiva” che ha appreso da noi nel 2010».

Un progetto che trova tutto l’appoggio del prof. Mosca per il quale «aver sostenuto una persona così meritevole, è motivo di grande orgoglio. Homero - aggiunge Mosca - è oggi un punto di riferimento nel suo paese dove, sono certo che trasferirà ad altri colleghi il suo sapere. Il nostro progetto “Medici per i Poveri” nato e sostenuto anche dall’allora preside di medicina, lo scomparso professor Mario Campa sta dando risultati ottimali in molte parti del mondo. Per questo aiuteremo Homero ad avviare la chirurgia robotica in Perù, fornendo supporto tecnico con interventi eseguiti in loco e teleconsulto da Pisa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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