Il presidio
Concerti e degustazioni nell’antica Nicosia
L’ex monastero sarà il teatro che ospiterà domani sera una grande festa Mix fra musica e buona tavola tra fotografie e video a cominciare dal tramonto
CALCI. “Nicosia si accende di note. Scende la sera, sale la musica”. Il cartellone dice molto, già di per se è eloquente. E’ pronta la grande festa. Domani, sabato, l’appuntamento importante, tanto atteso. Nicosia si fa bella agli occhi delle centinaia e centinaia di persone che arriveranno anche da lontano, in primis da Pisa ma anche da Livorno e Lucca.
Si rinnova la tradizione che vede, accanto all’antico complesso monastico, la gente attratta dalle bellezze paesaggistiche del posto. Per l’occasione sono in programma numerose iniziative che l’associazione richiamatasi al suo nome, ha messo in cantiere. La musica, eventi culturali, il sano impiego del tempo libero. Lo scenario è a dir poco magnifico, all’ombra della Verruca, la famosa fortezza della repubblica pisana. Da qui si inerpica un sentiero particolarmente suggestivo. Intorno tutto è storia e storia dell’arte. Non si contano le leggende legate ad un passato straordinario.
I momenti significativi della festa sono i concerti del gruppo Betta Duex Society, la premiazione dei vincitori del concorso fotografico 2015, la degustazione di cibi, i video, le fotografie, luci ed emozioni. Commenta Bruna Lupetti Battaglini, che è la dea ex machina dell’organizzazione: «Intendiamo far assaporare ancora una volta, soprattutto dal calar del sole al cielo stellato, la magia di questo luogo».
Tanto mai istruttivo ripercorrere alcune tappe attraverso i secoli. Quando il monte pisano costituiva un’isola, circondato come era da paludi, le uniche vie di collegamento tra i nuclei abitati passavano attraverso i valichi di questo territorio. Una di queste località era la zona dove fu costruito il convento, iniziato nel 1264 e terminato nel 1268. Lo volle Ugo Da Fagiano, vescovo di Nicosia, nell’isola di Cipro. L’intento fu quello di bonificare il posto e dare asilo e protezione a chi tornava a casa dopo il duro lavoro. Il convento fu donato ai frati agostiniani in mezzo ai quali Ugo da Fagiano rimase fino alla sua morte. Dopo anni di incuria, una parte della struttura è pericolante mentre il tempio è stato recuperato e messo in sicurezza. Proprio dall’area circostante si incunea la strada che si snoda tra massi di verrucano, caratteristica pietra che, in massima parte, costituisce la struttura del monte pisano (da cui prende il nome dalla Verruca). Con questa pietra sono state realizzate le macine necessarie a frantoi e mulini, le pievi e le chiese romaniche del circondario.
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