Il presidio
A caccia di sponsor per Qualquonia e la stazione Marconi a Coltano
PISA. Del programma triennale delle opere pubbliche, che sarà votato dal consiglio comunale domani insieme alla variazione di bilancio, fa parte anche l’elenco degli interventi (due) a vantaggio di...
PISA. Del programma triennale delle opere pubbliche, che sarà votato dal consiglio comunale domani insieme alla variazione di bilancio, fa parte anche l’elenco degli interventi (due) a vantaggio di beni culturali per i quali l’amministrazione intende ricercare sponsor. In altre parole, i soldi per quei lavori non possono arrivare dal bilancio, ma da contributi esterni.
Uno degli interventi riguarda la chiesa di San Antonino in Qualquonia. La spesa stimata per restauro e recupero è di quasi tre milioni di euro. Il progetto cui si riferisce è per la realizzazione di un centro di servizi socio-culturale, riqualificando l’ambito urbano della Qualquonia, adiacente al complesso delle Benedettine e alla cappella di Sant’Agata. Per questo intervento è stato redatto un progetto preliminare. L’intervento si inserisce in un piano di recupero dell’area comprendente la chiesa, i manufatti ad essa addossati su via San Paolo e una parte del cortile della scuola media. Si prevede il restauro della chiesa, la realizzazione di una piazza pedonale e la ricostruzione di un nuovo volume all’interno del cortile scolastico. Una parte dei soldi (1,1 milioni) è stata chiesta alla Fondazione Pisa. Nei mesi scorsi una parte del tetto della chiesa di San Antonino in Qualquonia era crollato: il Comune ha stanziato circa 90.000 euro per evitare ulteriori crolli e anche mettere in sicurezza l’area intorno alla chiesa.
Il secondo intervento per il quale il Comune è a caccia di sponsor è relativo al restauro e al recupero dell’ex stazione radiotelegrafica Marconi di Coltano. In cosa consiste? In un piano di riqualificazione dell’area comprendente l’ex stazione Marconi, le aree limitrofe ed alcuni manufatti di archeologia industriale. Il progetto preliminare approvato dalla giunta comunale prevede il recupero del fabbricato ad uso espositivo e per attività di ricerca e incubatori d’impresa, con particolare riferimento alle attività del settore delle telecomunicazioni. Il costo è previsto è di circa 2,1 milioni di euro.
Il passaggio necessario è avere un progetto per la valorizzazione del complesso radiotelegrafico di Coltano, in modo da chiedere poi l’effettivo trasferimento della proprietà da parte del Demanio, tentativo che Palazzo Gambacorti ha in corso da tempo. Su tale “accordo di valorizzazione” dovrà arrivare l’ok del ministero dei Beni culturali e del turismo (Mibact), secondo quanto previsto dal federalismo demaniale. Peraltro, il recupero del complesso è inserito in un protocollo sottoscritto anche dalla Regione, che ha messo a disposizione 1,2 milioni di euro.
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