Il Tirreno

Pisa

Appello dei sindacati «Vanno potenziati i presìdi della Polfer»

di Gianluca Campanella
Appello dei sindacati «Vanno potenziati i presìdi della Polfer»

Allarme sicurezza sui convogli ferroviari dopo la violenza subìta da una giovane ad opera di un venditore senegalese

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PISA. Si celebra in settimana il processo contro il giovane senegalese arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di stupro nei confronti di una studentessa: a incastrarlo è stata la telecamera di sorveglianza montata sul vagone che viaggiava nella tratta Livorno - Pisa, in cui è avvenuto l’episodio. Intanto arrivano le reazioni dei sindacati di polizia: da un lato la soddisfazione per il successo dell’operazione che ha portato all’arresto, dall’altro la frustrazione per i continui tagli generali e la scarsa attenzione di cui gode Pisa a livello ministeriale. Il senso è univoco: potenziare i presìdi di polizia e in particolare di quella ferroviaria, la più a corto di organico.

Lorenzo Cardogna, segretario dell’Ugl polizia, infatti commenta: «È sempre negativo togliere presìdi, perché si lascia spazio alla criminalità. In più, l’ultimo corso di polizia non ci ha portato benefici, perché città con caratteristiche minori di Pisa (Cuneo, Asti, Lodi) hanno avuto agenti e Pisa no». Eppure ci sarebbero i presupposti per far capire che Pisa è una città che ha bisogno: «L’università in fermento, un aeroporto internazionale e la Torre come obiettivo sensibile sono elementi che suggeriscono una maggiore attenzione; attraverso la segreteria nazionale abbiamo sollecitato». I risultati? Oltre a negare nuovi agenti, da Roma hanno glissato «persino sulla formazione: non c’è l’unità antiterrorismo di cui i recenti arresti per terrorismo islamico rendono evidente la necessità». Allora non resta che consolarsi con le videocamere in treno: «Uno strumento utile per la prevenzione e per le indagini».

Claudio Meoli, alla guida del Silp-Cgil, rincara persino la dose: «Da tempo sosteniamo che Pisa ha bisogno di nuove risorse, perché l’età media dei nostri agenti è 47 anni. Non solo il recente corso di agenti giovani non ha portato nessuno in città; ma da due giorni abbiamo scoperto che non beneficeremo nemmeno degli avvicendamenti».

Persone con una certa anzianità di servizio chiedono di essere avvicinate alla regione d’origine e in genere sono accontentate; in questo caso il bilancio è nullo: «Ne va via uno e ne viene uno». E aggiunge alla lista di Cardogna altri spunti che rendono Pisa città sensibile: «Il degrado della stazione segnalato da cittadini e associazioni di categoria; la presenza di numerosi parlamentari eletti. E nonostante tutto ciò, continuiamo a essere ignorati». Come uscirne? «Prefetto, questore e politica devono dare il loro contributo nei confronti del ministero dell’Interno».

Nel frattempo ci si arrabatta con i problemi di tutti i giorni: «Un parco macchine allo stremo e la mancanza di soldi per affittare un ufficio della Polfer che si affacci in piazza stazione. Con tre soli uomini per turno dobbiamo garantire la presenza al binario quando passano treni particolari e l’intervento sui vagoni se ci chiama il capostazione». Come si fa a presidiare anche la piazza antistante? Non è umanamente possibile. Allora Meoli conclude: «Siamo in drammatica carenza di uomini. Il governatore Enrico Rossi parla di investimenti, dobbiamo capire a cosa si riferisce. La videosorveglianza è utile, ma tutto è connesso agli organici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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