Il Tirreno

Pisa

Jihadista arrestato in provincia di Pisa

Sabrina Chiellini
Jihadista arrestato in provincia di Pisa

L'uomo, 25 anni, è di origine marocchina ma vive in Italia da quando è bambino. È accusato di reati di propaganda e istigazione alla Jihad

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PONSACCO. Fa parte di una famiglia marocchina perfettamente integrata a Ponsacco, il padre vive nella città del mobile da circa trent'anni e ha la cittadinanza italiana, il giovane arrestato la mattina del 6 luglio dalla polizia nell'ambito di un'attività di contrasto al terrorismo internazionale condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze.

Alle 7 gli uomini della Digos della questura di Pisa, sono arrivati in via Quasimodo 51, un quartiere di case popolari nei pressi del complesso sportivo "I Poggini" dove vive il giovane arrestato che stava dormendo al momento dell'inizio del blitz. In casa i genitori, il padre fa il camionista, e il fratello minore.

Jalal El Hanaoui, 25 anni nato a Souk Sebt in Marocco, è stato arrestato su ordinanza disposta dal Gip del tribunale di Firenze dopo che per mesi la polizia ha indagato su di lui, avvalendosi anche della polizia postale per il monitoraggio dei siti internet. L'indagine parte proprio da una segnalazione della direzione centrale polizia di prevenzione.

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In procura a Firenze il procuratore capo, Giuseppe Creazzo, e il dirigente della Digos di Pisa, dottor Rainone, hanno spiegato i dettagli dell'operazione. La Digos ha individuato più profili Facebook aperti con nomi falsi dall' arrestato sui quali il giovane, disoccupato e con precedenti per spaccio di alcuni anni fa, ha più volte postato immagini e video sui quali, oltre ad esprimere opinioni integraliste ed estremiste sulla religione islamica, istigava ad effettuare attività di proselitismo per la partecipazione alla jihad.

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Non risulta essere frequentatore di moschee, ma in compenso trascorre tante ore al giorno su internet collegato ai social network. Tra i post finiti sotto attenzione anche immagini con simboli e monumenti italiani, come la Torre di Pisa, come probabili bersagli di una cultura da contrastare. Secondo le accuse, il marocchino arrestato ha istigato a commettere delitti di terrorismo. Era amministratore di tre siti che hanno migliaia di fedeli o persone vicine alla religione islamica. Lui stesso aveva una vocazione al martirio.

Nella perquisizione della sua abitazione, sarebbe stato sequestrato un computer e tre telefoni cellulari.

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La misura cautelare in carcere è stata emessa per i reati previsti dall'articolo 414, come modificato dal recente pacchetto di misure anti terrorismo. Il giovane trascorreva le sue giornate su internet per cercare proseliti. Era connesso, è stato detto, quasi 24 ore su 24. Le indagini continuano per individuare altri soggetti che potrebbero essere vicini al marocchino arrestato.

Le indagini della polizia hanno scoperto un'intensa attività telematica tutta dedicata all'islam radicale ed estremista e che, in alcuni casi, prendeva precauzioni per non essere seguito sul web dalla polizia postale: lo faceva accedendo a internet attraverso il browser denominato Tor che garantisce l'anonimato e permette la navigazione senza lasciare tracce. Il 10 giugno, proprio via Tor, El Hanaoui effettua una ricerca sull'Isis e naviga nel sito del Califfo alla ricerca di notizie e contatti sull'attivit dello Stato islamico.
 

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Cinque giorni fa anche una donna albanese era stata arrestata a Scansano, in provincia di Grosseto, con l'accusa di far parte di un gruppo terroristico internazionale connesso all'Isis.

 

 

 

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