Il Tirreno

Pisa

l’ufficio ambiente

«Sono soluzioni pensate per venire incontro a tutti»

PISA. «La bozza di regolamento è stata fatta con attenzione seguendo le indicazioni del sindaco e dell’assessore Sanzo». Dall’ufficio ambiente del Comune rispondono alle critiche dei comitati. «Non...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La bozza di regolamento è stata fatta con attenzione seguendo le indicazioni del sindaco e dell’assessore Sanzo». Dall’ufficio ambiente del Comune rispondono alle critiche dei comitati. «Non troveremo mai un regolamento che soddisfi tutti al 100% perché si devono contemperare interessi totalmente opposti», si continua dall’ufficio dell’amministrazione. Gli interessi opposti sono quelli della salute e quelli economici che muovono la movida, portatrice secondo i residenti di più danni che soldi, mentre ovviamente la pensano all’opposto titolari dei locali e giovani.

«L’emmissione acustica fino a 90 decibel si può fare in casi eccezionali, come ad esempio per un concerto di alto profilo; e se in città ce ne sono due, starà all’amministrazione decidere il da farsi. Ma il regolamento è fatto con attenzione perché non ha ombre o margini di manovra», dice Marco Redini, dirigente dell’ufficio ambiente. E aggiunge: «Arpat e Asl 5 hanno di fatto promosso l’impianto della bozza del regolamento».

«Riguardo alla questione delle sanzioni - continua Redini - nella bozza ci sono eccome. Forse i comitati si riferiscono al fatto che mancano i controlli e che il Comune non ha tecnici specializzati nella rivelazione dei rumori, cosa che ha l’Arpat».

Rispetto invece al dibattito sugli orari, nessuno dei comitati ha mai voluto che i locali chiudessero alle 22. «Il problema non si risolve nel chiudere i locali - dice Marco Nuti del comitato della Cittadella - tant’è che abbiamo scritto nelle nostre proposte ed annotazioni del regolamento che la somministrazione di cibo ed alcolici non è di per sé “rumorosa”, ma tutto deve essere regolamentato a favore della salute dei cittadini, della quiete notturna e non per imbastire il solito teatrino secondo cui l’economia di un’intera città si incardina sugli interessi dei titolari di bar e locali».

Dall’ufficio ambiente comunale si aggiunge che sono stati fatti rilievi appositi in molti luoghi “caldi” dell'inquinamento acustico notturno con un particolare strumento che calcola la propagazione del rumore con algoritmi matematici. «Siamo sempre pronti e disponibili ad ascoltare pareri e suggerimenti dei rappresentanti dei comitati», dice Redini. Fatto sta che da venti anni manca un regolamento acustico e la situazione, in mancanza di una normativa, è oggettivamente complessa da risolvere mettendo insieme tutte le richieste ed esigenze. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani